Transizione energetica: tutele per i più vulnerabili prima preoccupazione dei consumatori europei

Pubblicato da Redazione il 29 Dicembre 2025

Quali sono le percezioni e le sensibilità dei consumatori in relazione alle sfide della transizione energetica? L’Eurobarometro UE rileva un’attenzione sempre più diffusa sul tema della povertà energetica – E un consumatore italiano particolarmente preoccupato

Lo strumento di sondaggi della Commissione Europea, Eurobarometro, rende noti i risultati di un approfondimento tematico dedicato al comportamento dei consumatori nella transizione energetica: nell’edizione 566 di Flash Eurobarometer, pubblicata lo scorso 12 dicembre, le risposte di 18.250 consumatori europei, di cui 672 italiani, concorrono a formare un quadro d’insieme su temi chiave della transizione energetica, nella prospettiva dei clienti finali dell’energia.

Spicca l’attenzione dei consumatori sulle sfide della vulnerabilità e della povertà energetica: per il 38% degli intervistati, il mercato energetico del proprio Paese, perché funzioni meglio per i clienti finali, necessiterebbe di miglioramenti proprio sul fronte della tutela dei più vulnerabili e di coloro che si trovano in condizioni di povertà energetica.

Vulnerabilità e povertà energetica prevalgono, quali aree in cui più è percepita la necessità di un miglioramento delle condizioni di mercato, in ben 15 Paesi su 27: tra questi l’Italia, in cui l’opzione è stata scelta dal 44% degli intervistati.

Si colloca al secondo posto, scelta quale opzione prevalente in 6 Paesi, la chiarezza e trasparenza delle bollette; al terzo, il tema della prevenzione delle pratiche commerciali scorrette, assunto in 4 Paesi come principale ambito su cui operare per un miglioramento del mercato energetico.

Leggibilità delle bollette e prevenzione delle pratiche commerciali scorrette, quali il telemarketing aggressivo, sono istanze diffuse tra i consumatori europei (attestandosi, entrambe, al 34% delle scelte degli intervistati), mentre residuali rimangono il tema dell’accesso ai dati e della disponibilità di strumenti digitali per monitorare i consumi (28%) e, meno sentito di tutti, quello della facilità di passaggio da un fornitore a un altro (21%).

Complessivamente, le risposte denotano un grado di fiducia nei mercati dell’energia che ha ampi margini di miglioramento: alla domanda “quanto credi che il mercato dell’energia del tuo Paese fornisca prezzi giusti e servizi affidabili?”, pochissimi sono gli intervistati che manifestano grande fiducia (il 13% del totale), superati da coloro che invece affermano di non crederci per nulla (il 15%); prevale comunque, nel contesto europeo, una prospettiva di generale fiducia (oltre al 13% molto fiducioso, un ulteriore 50% si dichiara tendenzialmente fiducioso).

E in Italia?

Il nostro Paese, nei risultati del sondaggio, si scopre più preoccupato, quindi meno fiducioso, della media.

Abbiamo visto come il 44% degli intervistati italiani ritenga importante lavorare sulla tutela dei più vulnerabili e contro la povertà energetica, contro la media UE del 38%; nell’ambito delle riflessioni sulle istanze di miglioramento del mercato, al secondo posto si afferma il tema della prevenzione contro le pratiche commerciali scorrette (scelta nel 38% delle interviste, conto il 34% della media UE).

La garanzia di una bolletta più chiara e trasparente scende quindi al terzo posto, tra le istanze di miglioramento, rispetto al contesto europeo: ciò a primo acchito darebbe a intendere che il consumatore italiano abbia più dimestichezza con le fatture energetiche: domande specifiche su questo tema, invece, rivelano una situazione differente.

Solo il 35% degli intervistati italiani, infatti, è completamente d’accordo con l’affermazione secondo cui le bollette siano facili da capire – contro il 43% degli omologhi europei; al contrario, il 12% (contro la media UE del 10%) si dichiara fortemente in disaccordo.

Di nuovo, il 12%, contro la media UE del 10%, si dichiara fortemente in disaccordo rispetto alla dichiarazione: “Il tuo venditore di energia fornisce, sulle proprie offerte e promozioni, informazioni facili da capire”; rispetto alla stessa, il 17% degli intervistati si dichiara tendenzialmente in disaccordo, anche qui sopravanzando di due punti percentuali il dato UE (15%).

Insomma, i clienti finali italiani sono più in difficoltà a comprendere le bollette, eppure percepiscono come questioni prevalenti le pratiche commerciali scorrette quali il telemarketing aggressivo e, tema primario, le condizioni di vulnerabilità e povertà energetica: si comprende così, di riflesso, anche l’effettivo grado di preoccupazione verso la correttezza degli operatori del mercato e verso tutele, per chi più è in difficoltà, percepite come non bastevoli.

Dati che si traducono in un grado di fiducia nel mercato energetico nettamente inferiore rispetto a quello dichiarato da tutti e 27 i Paesi membri, nel loro insieme.

Se già basso è, nel contesto europeo, il novero di chi si dichiara molto fiducioso – abbiamo visto trattarsi del 13% degli intervistati –, il dato italiano si ferma a un magro 8%; complessivamente, laddove nel campione europeo, seppur di poco, prevale la fiducia, considerando il 50% che si dichiara tendenzialmente fiducioso, in Italia il dato si capovolge: non si arriva alla maggioranza degli intervistati, contando l’8% di chi ha molta fiducia e un 40% di tendenzialmente fiduciosi.

Consumatori Illuminati

Dal sondaggio emerge come le istanze propriamente ambientali della transizione energetica risultino recessive: solo il 10% dei consumatori (il 5%, con riguardo al campione italiano) ridurrebbe riscaldamento e aria condizionata esclusivamente per ragioni ambientali, mentre il 28% lo farebbe soltanto per motivi economici.

Proporzioni analoghe in risposta alla domanda su un uso più razionale degli elettrodomestici: anche in questo caso, a spingere i consumatori a utilizzare lavatrici e lavastoviglie fuori dalle ore di picco, ovvero quando la domanda di elettricità è più bassa, potrebbero essere, in misura nettamente prevalente, ragioni di risparmio, rispetto a quelle di salvaguardia dell’ambiente.

Sui temi della transizione energetica, nel 2025 siamo stati impegnati, con attività di informazione e sensibilizzazione, a sportello e in occasione di incontri pubblici, nell’ambito del progetto Consumatori Illuminati: obiettivi dell’iniziativa, proprio quelli di rendere la bolletta più comprensibile, coadiuvare il consumatore che si trovi ad affrontare pratiche commerciali scorrette, far conoscere gli strumenti di tutela per i più vulnerabili, quali i bonus sociali e per disagio fisico, nonché promuovere soluzioni sostenibili, come l’autoconsumo collettivo di energia, per ridurre costi e sprechi.