Raccolta differenziata ed etichette ambigue

 Raccolta differenziata ed etichette ambigue

Il web magazine Economia Circolare e l’applicazione per la raccolta differenziata Junker hanno condotto un’indagine a campione su 90 imballaggi per verificarne le indicazioni riguardanti lo smaltimento per la raccolta differenziata.

Le etichette sono state esaminate alla luce del Decreto 116/2020 e delle Linee guida realizzate dal Consorzio CONAI per i produttori di imballaggi di prodotti di consumo. I simboli ufficiali dei polimeri sono contenuti nella norma UNI 11469 e ripresi nella Direttiva 129/97.

I risultati dell’analisi sono stati alquanto insoddisfacenti: delle 90 etichette 10 sono risultate non corrette, 37 incomplete, 7 mancanti e 36 corrette. Solo il 40% delle etichette, quindi, risulta facilmente comprensibile dagli utenti.

L’alta percentuale di prodotti con suggerimenti criptici, mancanti o contraddittori conferma la necessità di una regolamentazione più stringente, con criteri univoci e una “grammatica comune dell’etichetta” che le renda leggibili a tutti in maniera univoca, ad esempio, con un simbolo unico e chiaro per indicare una determinata frazione (organico, plastica, carta, ecc.).

Molto spesso le etichette consigliano di “verificare presso il Comune” il modo corretto di differenziare un prodotto, ma è una richiesta del tutto inutile perchĂ© in realtĂ  nella maggior parte dei casi il Comune non gestisce direttamente i rifiuti e non è responsabile della normativa che ne regola il riciclo. Secondo le direttive di ARERA e i regolamenti comunali, il Comune ha il dovere di informare i cittadini sui giorni e le modalitĂ  di raccolta e sulla destinazione dei materiali che compongono i prodotti, ma non è obbligato ad occuparsi di dire ai cittadini come separare ogni singolo rifiuto. A dover parlare, anche in questo caso, è soltanto l’etichetta.

Ulteriore confusione deriva dall’uso di grafiche non univoche per lo stesso tipo di materiale: si è visto ad esempio che la carta ne ha ben quattro, con scelte cromatiche che differiscono dalla codifica europea.

Dopo la recente proroga, dal 1° gennaio 2022 entrerà in vigore la disciplina prevista dal decreto 116/2020 che rende obbligatoria l’etichettatura ambientale anche con l’obiettivo di mettere ordine nel caos attuale. E al momento per i produttori è corsa contro il tempo per stampare indicazioni a norma sul packaging dei prodotti.

Il produttore conosce la qualitĂ  e la composizione del prodotto e ha il dovere di identificare correttamente l’etichetta del materiale d’imballaggio; lo stesso vale per l’utilizzatore (il brand che usa il prodotto, l’importatore o il distributore finale) che conosce queste informazioni e deve applicare la giusta etichettatura per aiutare il consumatore nella differenziazione dei materiali. Qualora questo risulti difficile, come nel caso degli imballaggi utilizzati nei mercati o nei banchi frigo, sarĂ  possibile riportare le informazioni per l’etichetta su un apposito cartello visibile al consumatore al momento dell’acquisto, o tramite supporti tecnologici facilmente consultabili come i QR code.

Federconsumatori è impegnata nell’attività di formazione e divulgazione di buone pratiche nell’ottica dello sviluppo dell’economia circolare, facendosi promotrice del progetto Re-Consumer, che si concretizza in momenti di condivisione e riflessione su riuso e riciclo.

Federconsumatori Regione Veneto ha organizzato un ciclo di focus group sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare, i prossimi dei quali si terranno, via Zoom nelle seguenti date:

23 SETTEMBRE ORE 15:00
24 SETTEMBRE ORE 10:00
29 SETTEMBRE ORE 15:00
30 SETTEMBRE ORE 10:00

Chi volesse prendere parte ai nostri gruppi di discussione potrà inviare un’email a federconsveneto@federconsveneto.it, indicando il giorno preferito e un indirizzo email al quale invieremo il link per partecipare, oltre ad una dichiarazione di consenso informato per la partecipazione all’indagine.

RedazioneFCV