Phishing e truffe, social nel mirino

Pubblicato da Redazione il 21 Gennaio 2025

La Polizia Postale lancia l’allarme su una campagna di phishing in atto, che prende di mira gli utenti di Telegram.

L’esca consiste in messaggi, che possono provenire anche da contatti memorizzati in rubrica, con i quali si invita il destinatario a cliccare su link per la visione di contenuti. Si giunge così a una pagina clone della piattaforma, dove viene richiesto l’inserimento del proprio numero di telefono e di altri dati personali.

L’inserimento dei dati e il completamento della procedura, spiega la Polizia Postale, consente ai cybercriminali di impossessarsi dell’account Telegram e di utilizzarlo per inviare ulteriori messaggi truffa dello stesso tipo a tutti i contatti in rubrica.

Massima attenzione dunque, possibilmente cautelandosi in anticipo con l’autenticazione a due fattori e controllando le sessioni attive su altri dispositivi tramite la relativa funzione dell’app, così da rimuovere quelle non riconosciute.

Continuano intanto numerose, sia su Telegram che su altre piattaforme di messaggistica e social, da Whatsapp a Tik Tok, le truffe che partono da offerte di lavoro online, con la promessa di poter conseguire guadagni supplementari eseguendo compiti poco impegnativi quali l’apposizione di “Mi piace” su contenuti vari.

Convinte da falsi reclutatori e gruppi ad hoc, le malcapitate vittime comunicano dati personali e dettagli bancari; in un secondo momento, carpita la loro fiducia, talvolta perché si percepiscono inizialmente modestissime somme di denaro, pertanto allettate dalla prospettiva di aumentare i propri guadagni, le medesime procedono a versamenti ben più consistenti, descritti dai truffatori quali necessari a “completare le task” e sempre con la promessa di importanti ritorni economici.

Possono poi essere paventati errori nell’esecuzione dei compiti, che renderebbero impossibile conseguire i rimborsi salvo disporre ulteriori pagamenti: il tutto per accrescere il maltolto a danno delle vittime, sino a quando queste non si avvedono del raggiro: solo allora è il momento, per i truffatori, di far perdere le proprie tracce, cessando di rispondere e rendendosi irreperibili.

Il consiglio in questo caso è quello di selezionare le impostazioni di privacy in modo da evitare di essere inseriti in gruppi sconosciuti e indesiderati, ma più in generale vale la massima di senso comune di diffidare da promesse di facili guadagni. Infine, se si cade vittima di una truffa del genere, è importante fermarsi in tempo e non cercare di rimediare da sé, ma piuttosto rivolgendosi alle competenti autorità e chiudendo le comunicazioni con i truffatori, così da evitare, quantomeno, di aggravare il danno.