Pagamenti fraudolenti, i numeri di Banca d’Italia: +67% per i bonifici

Pubblicato da Redazione il 8 Febbraio 2025

Lo scorso 6 febbraio Banca d’Italia ha pubblicato il Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, per il periodo che va dal primo semestre 2022 al primo semestre 2024.

Il Rapporto dà modo di farsi un’idea delle dimensioni e delle tendenze complessive di un fenomeno altrimenti noto piuttosto attraverso i singoli episodi riferiti dalle cronache, che quotidianamente raccontano di raggiri e di altri espedienti con i quali il malcapitato pagatore si ritrova il conto svuotato o la carta clonata.

Dimensioni e tendenze

Alcuni dati non fanno stare tranquilli, in particolare quelli relativi ai bonifici online.

La maggior parte delle operazioni fraudolente, in valore, si osserva infatti nei bonifici iniziati elettronicamente. Nell’ultimo semestre di riferimento, l’ammontare complessivo dei bonifici fraudolenti, ordinati tramite banche italiane, ammontava a circa 50 milioni di euro, registrando un aumento del 67% su base annua.

Numeri in aumento anche per le frodi sulle carte (33 milioni di euro, per un aumento del 4%) e per quelle con moneta elettronica (13,1 milioni, +35%)

Quante sono state le operazioni fraudolente più frequenti, nello stesso periodo? Carte di pagamento e moneta elettronica finiscono maggiormente sotto attacco, segnando rispettivamente 384.327 e 232.753 casi. I bonifici si fermano a meno di 13.000, superati, in questa spiacevole graduatoria, anche dai prelievi ATM fraudolenti (17.700).

Il valore medio dei bonifici fraudolenti ammonta a euro 3.500, oltrepassando di gran lunga quello di tutte le altre operazioni – complice, verosimilmente, la casistica di utilizzo e i relativi massimali.

Bonifici sotto esame anche per un altro indicatore, il tasso di frode: questo, che descrive l’incidenza delle operazioni fraudolente sul totale delle operazioni, è molto più elevato per i bonifici istantanei, in confronto con quelli ordinari (0,048% e in crescita su base annua, contro il dato stabile sullo 0,001% per i bonifici ordinari, secondo il criterio del valore).

I tipi di frode

Il Rapporto è occasione per ricordare le principali tipologie di frode e valutarne la rispettiva incidenza.

La manipolazione del pagatore è il metodo di frode prevalente per i bonifici: in questo caso, l’utente viene indotto dal frodatore a impartire un ordine di pagamento, in buona fede, su un conto ritenuto appartenente a un beneficiario legittimo.

Le tecniche manipolatorie proprie del social engineering cedono il passo al furto di dati, di solito tramite varianti del phishing, nelle frodi con carte di pagamento.

Terza tipologia è la modifica di un ordine di pagamento da parte del frodatore, il quale riesce a intercettare e modificare un ordine legittimo, per esempio tramite malware o altri attacchi informatici, oppure a intervenire sull’istruzione di pagamento mentre l’utente la sta per impartire.

Chi ne fa le spese

Banca d’Italia ricorda, all’inizio del Rapporto, che la fiducia nei mezzi di pagamento è un bene pubblico il cui perseguimento richiede investimenti in tecnologia da parte degli operatori; questi ultimi, d’altra parte, non sostengono grossa parte delle perdite da frode: guardando ai bonifici, che incidono particolarmente sul valore, gli utenti si fanno carico delle perdite per un complessivo 90%.

Così, il trade-off tra necessari investimenti e responsabilità di chi offre sul mercato servizi e strumenti di pagamento rischia di non essere più un problema, per gli operatori.