Mascherine FFP2 a norma: come riconoscerle

 Mascherine FFP2 a norma: come riconoscerle

Sono in aumento le segnalazioni concernenti mascherine anti-contagio, soprattutto FFP2, che non sarebbero a norma, a partire dal caso delle U-MASK, ritirate dopo che i carabinieri del NAS di Trento, a fine gennaio, avevano segnalato come queste venissero qualificate quali dispositivi medici in base alla certificazione di un laboratorio privo di autorizzazione, sottoscritta da un soggetto senza laurea; vicende che, quale conseguenza, non possono che allarmare e provocare la sfiducia del consumatore, in mancanza di indici immediatamente e chiaramente riconoscibili cui fare affidamento.

A questo riguardo, è bene ricordare che le mascherine, per essere a norma, devono venire certificate da un laboratorio autorizzato in ambito europeo; se, dunque, una volta acquistata una mascherina, sorgessero dei dubbi, è possibile effettuare le opportune verifiche consultando la banca dati degli organismi notificati della UE; una volta effettuato l’accesso, basterĂ  inserire i numeri del marchio CE nella prima casella (“Keyword On Notified body number”), cliccare su “Search” e attendere il risultato: a questo punto dovrĂ  apparire l’ente che ha rilasciato il marchio di conformitĂ  e l’indicazione delle certificazioni che è autorizzato ad effettuare; se la ricerca per il numero cercato non dovesse dare alcun risultato, è consigliabile non utilizzare il dispositivo.

Esistono anche dispositivi che non riportano il marchio di conformitĂ  europea ma che, comunque, sono autorizzati e quindi, da questo punto di vista, perfettamente a norma: molti modelli, infatti, sono stati validati in deroga dall’INAIL, sulla base della documentazione trasmessa dal produttore, dall’importatore o da entrambi. Si tratta, dunque, di dispositivi che non sono stati testati in laboratorio, per i quali occorre fidarsi delle dichiarazioni del produttore e/o dell’importatore: è, questa, una possibilitĂ  prevista dal decreto legge 18 del 2020, il cosiddetto Cura Italia. I prodotti validati in deroga sono elencati sul sito dell’INAIL.


Passiamo ora in rassegna i codici “incriminati”: le mascherine CE 1282 non sono da utilizzare, perchĂ© l’ente certificatore non ha autorizzazioni specifiche per questi prodotti; lo stesso dicasi per le CE 203, CE 0865, CE 2703, CE 2037, CE 0865 e CE 1299. Il CE 2163 è, invece, un presidio regolarmente controllato da un laboratorio autorizzato, il turco Universal Uygunluk Degerlendirme Hizmetleri di Istanbul; Il problema dei dispositivi contrassegnati dal codice CE2163 è che test indipendenti avrebbero messo in dubbio la capacitĂ  di filtrare di questi prodotti, giungendo a risultati ben al di sotto delle soglie che dovrebbero essere garantite per le FFP2; l’ente turco, in propria difesa, ha ribadito che “l’intero processo di certificazione è gestito in conformitĂ  con il sistema di marcatura CE stabilito nell’ambito della Ue”.

Può, infine, essere opportuno ricordare che le mascherine sono detraibili in quanto presidio farmaceutico, così come le lenti oftalmiche correttive dei difetti visivi e le relative montature, gli occhiali premontati per presbiopia, apparecchi acustici, cerotti, bende, garze e medicazioni avanzate, siringhe, termometri, apparecchi per aerosol, apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa, strumenti per il prelievo di sangue capillare ai fini della misurazione della glicemia, pannoloni per incontinenza, prodotti ortopedici, ausili per disabili, lenti a contatto e soluzioni per lenti a contatto, prodotti per dentiere, materassi ortopedici e materassi antidecubito, contenitori per campioni, test di gravidanza, di ovulazione e di menopausa, strumenti per la determinazione del glucosio, del colesterolo e dei trigliceridi, test auto-diagnostici per le intolleranze alimentari e la celiachia, la prostata-PSA, la determinazione del tempo di protrombina (INR) e la rilevazione di sangue occulto nelle feci.

In quanto spesa sanitaria, la rimborsabilitĂ  scatta a partire dai 129,11 euro, tenendo presente che il pagamento deve essere effettuato esclusivamente in forma elettronica.

RedazioneFCV