Il 20 marzo i liquidatori di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno, finalmente, depositato presso i Tribunali di competenza lo stato passivo di entrambe le banche poste in liquidazione coatta amministrativa.
Dopo, quindi, anni dalla presentazione delle domande di ammissione allo stato passivo, in questi giorni stanno arrivando presso i nostri uffici le migliaia di comunicazioni dei commissari liquidatori in merito alla liquidazione, relative alle posizioni di chi si è avvalso dell’assistenza di Federconsumatori.
Dalla documentazione ricevuta si evidenzia che la maggior parte delle domande sono state escluse totalmente od ammesse parzialmente in via chirografaria, secondo i criteri adottati dagli stessi liquidatori.
Dalle motivazioni riportate nelle comunicazioni dei liquidatori risulta, infatti, che siano stati ammessi quali titoli risarcitori in via chirografaria solo gli investimenti effettuati per la sottoscrizione degli aumenti di capitale deliberati negli anni 2013 e 2014 o per l’acquisto delle azioni direttamente dalla ex BPVI o VB nel triennio 2013/2015 e/o per le sottoscrizioni o gli acquisti anteriori, limitatamente alle operazioni per le quali risulta provata una violazione della normativa MIFID e per le quali il relativo diritto al risarcimento non sia prescritto.
Per l’investimento relativo alle restanti azioni, la domanda risarcitoria è stata conseguentemente esclusa per carenza della prova del fatto lamentato e/o per prescrizione del relativo diritto.
La procedura, comunicano sempre i liquidatori, fa salvo in ogni caso il diritto dell’azionista di partecipare al riparto dell’eventuale patrimonio che dovesse residuare a seguito della completa soddisfazione degli altri creditori della procedura. Si precisa altresì che sono da intendersi ammessi anche gli importi per eventuali spese – ove documentate in fase di domanda di insinuazione e qualora opponibili alla procedura ai sensi delle normative applicabili – e gli eventuali importi relativi ad interessi, se richiesti e dovuti ai sensi della normativa vigente, sino alla data di avvio della liquidazione (quantificati o meno nella domanda di insinuazione), che i Commissari quantificheranno in via definitiva nel caso in cui si proceda ad un effettivo riparto (ciò significa che nella remota ipotesi in cui dalla liquidazione avanzasse qualche somma, questa verrebbe spartita proporzionatamente tra gli azionisti, in quanto tali).
Per contestare tale esclusione è concesso presentare opposizione entro 15 giorni dall’emissione della comunicazione, azione che però ci sentiamo caldamente di sconsigliare soprattutto considerando che gli stessi Commissari liquidatori nelle informative pubblicate, per doverosa trasparenza, precisano che “tenuto conto delle passività derivanti dalla cessione a Intesa Sanpaolo degli attivi della LCA e delle informazioni rese disponibili da AMCO sulle prospettive di monetizzazione dei crediti ad essa ceduti ai sensi del DM n. 221/2018 – non sono al momento ravvisabili concrete prospettive di soddisfacimento dei creditori diversi da Intesa Sanpaolo e lo Stato”.
Invitiamo tutti gli ex azionisti che si sono avvalsi di Federconsumatori per la presentazione della domanda di insinuazione al passivo nel corso del 2017/2018 a controllare la propria casella mail o a prendere contatti con la sede provinciale di riferimento, al fine di conoscere lo stato della propria posizione, per comunicare la rinuncia all’opposizione o ricevere maggiori informazioni.
Coloro i quali sono invece stati ammessi in via chirografaria alla liquidazione, riceveranno da noi le successive comunicazioni inoltrate dai liquidatori, tenendo presente che, anche in questo caso, la possibilità di ricevere qualsiasi somma è prossima allo zero.