Energia e ambiente

 Energia e ambiente

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Il 90% del fabbisogno energetico mondiale viene attualmente coperto dal consumo di combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale..): bruciare queste sostanze per produrre energia signifi ca immettere nell’atmosfera quantità enormi di gas, in particolare anidride carbonica, con ripercussioni sull’ambiente di dimensione planetaria: le piogge acide, lo smog fotochimico, l’effetto serra, l’aumento della concentrazione di ozono possono alterare gli equilibri climatici in tempi troppo ristretti perché gli ecosistemi viventi e l’ambiente riescano ad adattarsi a tali cambiamenti. Piccoli e grandi segnali indicano un’accelerazione del fenomeno: dai 30.000 morti per l’ondata di caldo in Europa nel 2003 ai 100 miliardi di danni dell’uragano Katrina nel sud-est degli Stati Uniti nel 2005; dal raddoppio della massa ghiacciata che scompare annualmente in Groenlandia, ai 25,3 ° C registrati a Torino il 19 gennaio 2007. L’ultimo allarme riguarda la diminuzione della capacità delle acque dell’Antartide di assorbire l’anidride carbonica: se il fenomeno dovesse generalizzarsi a tutti gli oceani gli effetti sull’aumento della temperatura terrestre sarebbero davvero preoccupanti. Le emergenze ambientali, il rischio di compromettere le capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni energetici, le gravi ripercussioni economiche della questione climatica dimostrano l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo. La necessità di mettere a punto strategie comuni fi nalizzate alla prevenzione, al controllo e alla mitigazione degli effetti delle attività umane sul pianeta è improrogabile: il Protocollo di Kyoto è un primo risultato importante poiché obbliga i paesi fi rmatari a ridurre progressivamente le principali emissioni di gas integrando le misure nazionali con strumenti di cooperazione internazionale. Molti governi tuttavia sono ancora restii ad assumere impegni di autoriduzione delle emissioni inquinanti: non solo potenze emergenti come la Cina, che bruciando le tappe e smentendo le previsioni, ha conquistato con anni di anticipo il primo posto nella classifi ca dei colossi mondiali dell’ inquinamento, ma anche paesi di antica industrializzazione, come gli Stati Uniti. L’Italia, che dipende fortemente da altri paesi per l’approvvigionamento di energia (importa oltre l’82% del suo fabbisogno), sia per la scarsità di risorse energetiche di origine fossile che per l’assenza di energia nucleare, si sta oggi impegnando su più fronti per recuperare il ritardo accumulato, attraverso non solo l’adozione di misure di contenimento dei consumi, ma anche la ricerca di nuove tecnologie e l’ utilizzo su scala sempre più ampia delle energie rinnovabili. Divulgarne la conoscenza e fornire insieme suggerimenti per un effettivo risparmio energetico sono gli obiettivi di queste pagine che Federconsumatori promuove nella convinzione che le emergenze possano e debbano essere gestite con il contributo di ogni persona responsabile.

RedazioneFCV