Cosa possiamo fare per ridurre le emissioni di CO2?

 Cosa possiamo fare per ridurre le emissioni di CO2?

Gli ambiti su cui possiamo intervenire sono due: il trasporto su strada e i consumi energetici in casa, pari rispettivamente all’11,9% e il 17,5% delle emissioni di CO2 a livello globale. Controllando questi due ambiti potremmo quindi ridurre l’inquinamento del 30% del totale.

Per quanto riguarda il primo punto, si potrebbe ripensare dapprima l’uso dell’auto, utilizzandola meno e riempendola di passeggeri quando ad esempio si parte per i viaggi, pianificando gli spostamenti in modo da evitare di fare più giri invece di risolvere in un’unica mandata. Inoltre, comprando prodotti a chilometro zero e favorendo gli esercizi commerciali locali, si potrebbe ridurre la domanda di prodotti trasportati da mezzi pesanti su gomma.

I consumi energetici domestici si possono controllare in diversi modi. Avere una residenza di classe energetica alta aiuta a controllare i consumi per il riscaldamento, ma quando ciò non è possibile, si dovrebbe investire invece sul restauro e il miglioramento degli infissi per isolarli termicamente. 

I consumi legati all’uso degli elettrodomestici si possono controllare investendo dapprima su prodotti di classe energetica alta, che consumano meno. Condizionatore, lavatrice, forno, forno a microonde e scaldabagno sono gli elettrodomestici che pesano maggiormente sulle spese per l’energia. L’ottimizzazione degli utilizzi può aiutare a ridurle: lavatrice e lavastoviglie andrebbero ad esempio usate poco e riempite il più possibile.

Per quanto riguarda il condizionatore, farne a meno nei periodi caldi è difficile; per un uso ottimale si consiglia di usarlo solo in ambienti chiusi, senza lasciare finestre o porte aperte. L’impostazione nella modalità deumidificatore è preferibile perché più rispettosa dell’ambiente e meno costosa. 

Anche il forno deve essere utilizzato con oculatezza, evitando il preriscaldamento, prediligendo la cottura ventilata che permette risparmio di tempo e una circolazione uniforme dell’aria calda, evitando l’apertura dello sportello durante il funzionamento. Inoltre, si consiglia di pulire spesso il forno, anche dopo ogni uso: i residui di cibo provocano un notevole dispendio di energia durante l’accensione. Il forno a microonde è un ottimo alleato del risparmio energetico perché, rispetto al forno, consuma la metà e con tempi di cottura notevolmente ridotti.

Il frigorifero è in assoluto l’elettrodomestico che consuma di più perché è in costante funzione. È bene fare attenzione ad usarlo correttamente in modo da non sprecare energia. Capita spesso di aprire il frigorifero per guardare cosa c’è dentro, tenendolo aperto per diversi minuti: questo porta il compressore a uno sforzo energetico maggiore, perché lo obbliga a riportare l’ambiente a temperature basse. Si consiglia invece lo scongelamento delle pietanze surgelate perché in questo modo l’interno del frigorifero riesce a mantenere le temperature basse.

Anche il ferro da stiro consuma molto: per risparmiare è bene prendersene cura, pulendolo di volta in volta, in modo da evitare la formazione del calcare, mantenendolo in buono stato e preservandone l’efficienza. Usarlo il meno possibile è sicuramente il modo più sicuro per risparmiare sui consumi, per cui si consiglia sempre di stendere la biancheria in modo da non formarvi grinze.

Anche le lampadine consumano: prenderle a LED aiuta a risparmiare fino al 90% dell’energia elettrica.  

Per quanto riguarda i consumi legati allo scaldabagno, il consiglio principale è quello di preferire la doccia alla vasca da bagno e di evitare di lasciar scorrere l’acqua tutto il tempo, anche quando se ne potrebbe fare a meno, ad esempio durante l’insaponamento.

Un altro elemento che contribuisce all’aumento delle emissioni di CO2 è il consumo eccessivo della plastica: si stima che nel 2050 l’oceano conterrà più plastica che pesce, se non verranno prese misure per ridurne la produzione. Per limitarla si può ricorrere ad alternative più sostenibili di determinati prodotti usa e getta o con imballaggio in plastica. Ad esempio, si possono sostituire i saponi liquidi con i saponi solidi che hanno la stessa durata, ma un imballaggio spesso in carta o altro materiale ecosostenibile. Anche i pannolini, gli assorbenti e le salviettine usa e getta possono venire sostituite con prodotti in tessuto o altro materiale rilavabile.  

Ci sono poi diversi oggetti in plastica che si possono sostituire con modelli in legno, come ad esempio gli spazzolini da denti o i giochi per bambini.

Ogni piccola azione, ogni singola scelta se presa singolarmente può sembrare insignificante, ma nell’insieme può fare il cambiamento di cui ha bisogno l’ambiente in cui viviamo.

RedazioneFCV