Allarme OMS sullo smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche

 Allarme OMS sullo smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche

Enormi danni per l’ambiente e la salute

Il consumo di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) è fortemente legato allo sviluppo diffuso dell’economia globale: redditi più elevati, crescente urbanizzazione, mobilità e aumento di industrializzazione portano a quantità sempre maggiori di AEE.

Un recente report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme: sono state immesse nell’ambiente enormi quantità di sostanze nocive, tra cui decine di migliaia di chilotoni di plastica contenente BFR (Bromurato Ritardanti di fiamma, utilizzati negli apparecchi per ridurne l’infiammabilità), derivanti dai flussi non regolamentati di rifiuti elettronici.

L’Italia si trova all’undicesimo posto al mondo per produzione di chilotoni di rifiuti elettronici (1063), pur avendo leggi che dovrebbero diminuirne l’impatto ambientale. Al primo posto si trova la Cina, con 10129 chilotoni, seguita dagli Stati Uniti, con 6918, seguono l’India (3230) e il Giappone (2569): tutti Stati dotati di dispositivi normativi dedicati alla gestione dei rifiuti. Al quinto, sesto e settimo posto si trovano Brasile (2143), Russia (1631) e Indonesia (1618); Germania (1607), Regno Unito (1598), Francia (1362) e Italia chiudono la classifica.

Delle 53,6 tonnellate di rifiuti elettronici raccolti nel 2019, si stima che solo il 17,4% sia stato riciclato correttamente. Il resto è finito in un sistema intricato di siti di recupero dei rifiuti in Asia, Africa e America Latina, meta dei RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, provenienti dai paesi occidentali che, per eludere lo scrutinio delle convenzioni regolatrici del trasporto transfrontaliero e dello smaltimento dei rifiuti, sono ricorsi alla denominazione “dispositivi di seconda mano”, che dovrebbero venire rivenduti. Ciò spesso non avviene: la maggior parte di questi rifiuti finisce in siti di raccolta non a norma, sulle rive di fiumi, vicino a campi coltivati.

Le sostanze più pericolose che sono state trovate nei siti di raccolta di RAEE rientrano tra le 10 che L’OMS ha dichiarato di maggiore rischio per la salute di tutti: tra queste sono inclusi metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio, a cui sono legate problematiche come lo sviluppo di deficit neurologici, cognitivi e cardiovascolari; sostanze inquinanti persistenti come diossine e microparticelle e altri inquinanti dell’aria emessi dalla combustione dei rifiuti elettronici, che provocano alterate funzioni respiratorie. La combustione risulta uno dei procedimenti maggiormente impiegati per lo smontaggio delle componenti preziose dei RAEE, insieme al riscaldamento e ai bagni chimici. Nel corso di questi processi le sostanze tossiche vengono emesse nell’aria penetrando nel terreno e nell’acqua, contaminando intere comunità poste vicino ai siti di raccolta.

L’impatto di queste pratiche ha maggiore rilevanza nella vita degli abitanti dei paesi più poveri, dove il lavoro in discarica costituisce un’importante fonte di reddito anche per donne e bambini. Questi ultimi sono maggiormente esposti al rischio di contaminazione e intossicazione perché le loro dimensioni ridotte e i loro sistemi immunitari non sviluppati li rendono più vulnerabili. Sono più di 18 milioni i minori coinvolti in questo processo, mentre 12,9 milioni sono le donne in gravidanza che lavorano in impianti di smaltimento rifiuti che non seguono norme sanitarie, esponendo sé stesse e i loro futuri figli ad un alto rischio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che da anni raccoglie dati per monitorare la situazione sanitaria dei soggetti coinvolti, ha avviato collaborazioni con esperti internazionali per educare la popolazione al riciclo consapevole dei rifiuti elettronici; inoltre, l’OMS ha stilato una lista di interventi da attuare dal livello locale al livello internazionale, puntando sull’adozione di una legislazione più rigida in materia di rispetto delle convenzioni sui movimenti transfrontalieri dei RAEE, sull’educazione alla corretta gestione dei rifiuti, sull’informazione relativa ai rischi per la salute legati alla contaminazione da RAEE, sul monitoraggio dei dati relativi alla contaminazione nei siti di raccolta dei rifiuti. Infine, l’OMS spinge il settore industriale a correggere i processi produttivi di AEE, estendendone il ciclo vitale, puntando alla sostituzione delle sostanze più pericolose e al riciclo delle componenti più che all’estrazione di materiale vergine.

Federconsumatori è impegnata nell’attività di formazione e divulgazione di buone pratiche nell’ottica dello sviluppo dell’economia circolare, facendosi promotrice del progetto Re-Consumer, che si concretizza in momenti di condivisione e riflessione su riuso e riciclo.

Federconsumatori Regione Veneto ha organizzato un ciclo di focus group sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare, i prossimi dei quali si terranno, via Zoom nelle seguenti date:

23 SETTEMBRE ORE 15:00
24 SETTEMBRE ORE 10:00
29 SETTEMBRE ORE 15:00
30 SETTEMBRE ORE 10:00

Chi volesse prendere parte ai nostri gruppi di discussione potrà inviare un’email a federconsveneto@federconsveneto.it, indicando il giorno preferito e un indirizzo email al quale invieremo il link per partecipare, oltre ad una dichiarazione di consenso informato per la partecipazione all’indagine.

RedazioneFCV