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Acque di balneazione, Ministero Salute: 87,2% di qualità eccellente

L’Italia ha un quarto delle acque di balneazione di tutta Europa e la loro qualità è “eccellente” nell’87,2% del totale campionato, con un aumento rispetto all’85,1% dell’anno precedente. Questi i dati pubblicati sul sito del Ministero della Salute e relativi al Rapporto europeo 2014 sulla qualità delle acque di balneazione, pubblicato dalla Commissione europea il 27 maggio scorso.
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione: 5.511 totali ( circa un quarto del totale di quelle europee), di cui 4.867 marine e 644 interne. Segue la Francia con 3.331 e la Germania con 2.296 (soprattutto acque interne). Nel Rapporto si evidenzia un aumento delle acque di qualità eccellenti in Italia, con una percentuale pari all’87,2% sul totale delle acque di balneazione italiane, rispetto all’85,1% dell’anno precedente. Nel dettaglio, il campionamento dell’Europa ha riguardato appunto 5511 siti: in 4806 le acque sono risultate di qualità eccellente, mentre 320 registrano una buona qualità delle acque, 100 una qualità sufficiente, 138 si trovano in condizioni scarse, di 145 non è stata possibile la classificazione e due siti risultano chiusi o interdetti alla balneazione.
In particolare, il Ministero della Salute sottolinea che per le acque marine si passa da una percentuale di acque di balneazione di classe eccellente dell’ 86,3 % nel 2012 ad una dell’ 88,5% nel 2013, con un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente, mentre per le acque interne si passa da una percentuale di acque di balneazione di classe eccellente del 75,5% nel 2012 ad una del 77,2% nel 2013, con un incremento dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
Una precisazione per quelle acque che non raggiungono la sufficienza: “Per quanto riguarda invece le acque di balneazione di qualità scarsa, pur essendo aumentate nel 2013, rappresentano una percentuale del 2,5% sul totale nazionale (più bassa di altri Stati europei come la Francia 3% e la Spagna 3,3%) – spiega il Ministero – Il dato deve essere analizzato e valutato, sia considerando l’elevato numero di acque di balneazione presenti nel nostro Paese (circa un quarto del totale europeo), sia tenendo conto della forte antropizzazione delle nostre coste”.

Mestre, 7 agosto 2014