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MASCHERINE QUALI USARE, TANTA CONFUSIONE


Per prima cosa dobbiamo dire che le mascherine vanno soprattutto utilizzate per ridurre il contagio da persona infetta a persona sana: le mascherine praticamente creano una barriera tra chi le indossa e chi gli sta intorno.
Le barriere possono distinguersi in tre casi:
• tra interno ed esterno
• tra esterno ed interno
• per entrambi i casi
Tutte le mascherine per essere commercializzate devono rispondere a precise caratteristiche dettate da un ente controllore che nel nostro Paese è l’UNI, Ente nazionale italiano di unificazione.
Le regole definite dall’UNI derivano dagli standard europei di riferimento, EN e sulla base di queste regole si ottiene la classificazione dei dispositivi.
🔵Esiste quindi la mascherina chirurgica usa e getta, quella tipica che vediamo indossare al personale in sala operatoria.
Queste mascherine chirurgiche devono rispettare la norma UNI EN 14683:2019 + AC:2019 che regola:
“la costruzione, la progettazione, i requisiti di prestazione e i metodi di prova per le maschere facciali a uso medico destinate a limitare la trasmissione di agenti infettivi da parte del personale ai pazienti durante le procedure chirurgiche e altre attività mediche con requisiti simili.”
Classico esempio di protezione da interno ad esterno, servono soprattutto a proteggere gli altri, ad evitare che microorganismi presenti in un soggetto si possano propagare ad altri soggetti, possono avere anche azione secondaria di protezione da esterno ad interno anche se non come scopo principale.
“Il principale utilizzo previsto per questi presidi è quello di proteggere il paziente da agenti infettivi, inoltre in determinate circostanze può proteggere chi li indossa da spruzzi contaminati. Questi presidi possono essere destinati a tutti per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni, in particolari situazioni epidemiche o pandemiche.”
Ricordiamo che si tratta di dispositivi monouso, dunque non vanno riutilizzate ma gettate via correttamente, perché riutilizzarle o smaltirle in maniera approssimativa può generare dei rischi per la salute pubblica e personale.
Esistono poi mascherine FFP1, FFP2 ed FFP3 o filtranti facciali
🔵Le maschere FFP rispondono alle caratteristiche definite dalla norma UNI EN 149:2009.
Sono presidi che fanno barriera tra esterno ed interno quindi per la protezione di chi le indossa la numerazione 1,2,3 indica la capacità di filtrazione.
Queste mascherine possono essere dotate di valvole per facilitare l’espirazione: la valvola si apre nell’atto di espirare, quindi se il soggetto è infetto con l’espirazione infetta gli altri, per chi è vicino a chi indossa queste maschere il rischio di contaminazione è molto alto. Questi presidi devono essere utilizzati solo in ambito ospedaliero.
🔵Mascherine FFP1
Protegge da particelle liquide o solide non volatili, utili per proteggersi da polveri o liquidi presenti nell’aria ma non idonee per difendersi da agenti patogeni presenti nell’aria.
Hanno una capacità filtrante dell’80%.
🔵Mascherine FFP2
Queste mascherine sono utilizzate nell’industria farmaceutica, alimentare, nei laboratori di analisi ed anche da operatori sanitari esposti a rischi di contagio lieve moderato.
Oltre che da polveri proteggono anche da nebbie e fumi.
capacità filtrante almeno al 94%
🔵Mascherine FFP3
Le mascherine di questa classe sono indicate nella protezione delle vie aeree, utilizzate dagli operatori sanitari che assistono individui infetti o potenzialmente infetti e personale di ricerca esposto ad alto rischio.
Proteggono le vie respiratorie da polveri, nebbie e fumi di particelle tossiche (amianto, nichel, piombo, platino, rodio, uranio, pollini, spore e virus).
Capacità filtrante almeno 99%.
Dobbiamo però ricordare che le mascherine FFP sono totalmente inutili se non aderiscono perfettamente al contorno del viso: più sono aderenti e maggiore è la difficoltà di respirazione; praticamente deve aderire al volto come una ventosa, altrimenti diventa pericoloso per noi e per gli altri (abbiamo tutti presente le fotografie dei volti degli operatori sanitari dopo che si sono tolti il dispositivo: sono volti visibilmente segnati).
⚠️Vogliamo inoltre ricordare che questi dispositivi possono dare un senso di sicurezza che può far dimenticare alcune norme basilari quali la distanza di sicurezza e il lavarsi accuratamente e spesso le mani.
Inoltre eventuali microrganismi si depositano all’esterno della maschera: questo significa che hanno bisogno di uno smaltimento molto attento; inoltre, l’utilizzo di questi presidi per chi non è abituato, fa si che si sia sempre tentati a posizionare meglio la mascherina toccandola frequentemente con le mani, di fatto aumentando il rischio di contagio.
Ad ogni modo, la prima regola è quella di seguire sempre le disposizioni presenti per l’utilizzo di questi presidi!
Consigliamo inoltre di utilizzare le mascherine chirurgiche e lasciare le FFP ai professionisti, indossare guanti usa e getta ed adottare ulteriori accortezze come quella di uscire coprendosi con un grembiule o ricordando di togliersi gli indumenti appena rincasati e non utilizzarli all’interno delle abitazioni.

09/04/2020