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FARMACI A BASE DI RANITIDINA RITIRATI DAL COMMERCIO: CHE FARE SE FANNO PARTE DELLE NOSTRE CURE

L’AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco ha provveduto al ritiro su tutto il territorio nazionale dei farmaci a base di Ranitidina, un inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell'ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida.

La Ranitidina è commercializzata in Italia sia come medicinale soggetto a prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in forma di compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.

Il ritiro cautelativo è dovuto al fatto che il principio attivo, presente in alcuni lotti, è contaminato da una sostanza potenzialmente cancerogena. Sostanza peraltro presente in numerosi cibi tra cui formaggi, frutta in scatola, carni conservate, würstel, pesci e prodotti a base di pesce, nonché in bevande a base di frutta, bevande alcooliche quali la birra (Nrisinha et al., 1996) o superalcooliche (distillati di mele) e perfino nell’acqua potabile. Le concentrazioni misurate sono risultate tutt’altro che trascurabili, arrivando a sfiorare i 100 μg/Kg.

Cosa fare se si è in terapia con uno dei prodotti ritirati:

  • Se il medicinale ti è stato prescritto dal medico, non sospendere il trattamento, ma consulta il medico il prima possibile. Potrai concordare con lui un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina, indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido);
  • Se si è in trattamento con un medicinale di automedicazione a base di ranitidina, consulta il tuo medico o il tuo farmacista che ti potranno consigliare un farmaco alternativo. Ricordiamo che l’elenco dei farmaci interessati si può consultare sul sito dell’AIFA, mente è opportuno diffidare di elenchi circolanti sui social e tramite messaggistica istantanea.

Non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina; è bene però dare seguito alle cautele messe in atto dall’AIFA ed evitare, ad esempio, o quantomeno prestare la massima attenzione nei confronti degli acquisti di farmaci online, potenzialmente soggetti ad aggiramenti del divieto.

Mestre, 1 ottobre 2019