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CARNE “COLTIVATA”

Non è un modo di dire né una trovata pubblicitaria: da molti anni i ricercatori sono al lavoro per ottenere della carne di muscolo di vari animali, del tutto simile alla carne di animali allevati, partendo dalle loro cellule.

Oggi ormai tutto questo è una realtà, mancano solo le autorizzazioni per entrare nel mercato. 

Molte start-up e laboratori sono impegnati su questo fronte e i risultati ottenuti confermano che si tratta di un’alternativa valida alla carne di allevamento per gusto e consistenza, perché l’impatto ambientale è estremamente basso e perché il prodotto non contiene residui di antibiotici, ormoni o altre sostanze potenzialmente pericolose.

Uno degli scogli fondamentali da superare è rappresentato dall'accettazione da parte del pubblico: per questo, oltre che al perfezionamento del prodotto, l'impegno delle aziende coinvolte è rivolto anche ad evitare che si formi e consolidi un pregiudizio negativo che ne comprometterebbe il consumo.

Secondo gli scienziati, questo metodo porterebbe ad un notevole beneficio ambientale con una notevole diminuzione del consumo di suolo, acqua, energia, l’azzeramento delle emissioni di gas serra e la non soppressione di animali.

Come riferiscono gli autori di recenti indagini di mercato, al momento negli Stati Uniti il 64% dei consumatori si dichiara disposto ad assaggiare questo tipo di carne e solo il 18% afferma di essere decisamente contrario. Analogamente il 49% dei consumatori dichiara di essere pronto a comprarla regolarmente, mentre il 24% non pensa di farlo. Gli aspetti etici sono quelli che sembrano influire maggiormente sulla scelta dei consumatori.


Mestre, 23 luglio 2019