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TRADING ONLINE: ALLERTA TRUFFE

L’occasione della vita che si trasforma nella bruciante presa d’atto di aver perso tutto e di essere stati, sin dall’inizio, vittime di un abile raggiro.

È la parabola comune ai racconti delle tante persone truffate da società che, prive di autorizzazione, propongono investimenti nel trading online.

Il fenomeno è in crescita e ha spinto la CONSOB, Commissione nazionale per le società e la borsa, a lanciare allarmi in sequenza: importantissimo è darvi il massimo risalto, condividere l’informazione e rafforzare la prevenzione, perché porre rimedio in seguito e recuperare le perdite è, in simili casi, pressoché impossibile.

È sempre più frequente, per l’utente del web, imbattersi in annunci, banner, pop-up che lo invitano a cimentarsi nel trading online promettendo guadagni eccezionali in tempi rapidissimi con investimenti iniziali di pochi euro. Molto utilizzato anche il mezzo telefonico: telefonate cordiali, in cui si fa sfoggio di una certa competenza in ambito finanziario, riescono più facilmente a sollecitare la curiosità e guadagnare la fiducia del malcapitato di turno.

Le operazioni maggiormente proposte, nell’ambito dell’abusiva prestazione di servizi d’investimento tramite piattaforme online, sono le attività di trading sul forex e le opzioni binarie. Le prime sono operazioni di compravendita sul mercato dei cambi, le seconde sono “scommesse” sul verificarsi di un determinato evento in un dato periodo: entrambe di per sé altamente rischiose, diventano una trappola senza via di scampo per l’incauto investitore quando promosse da soggetti non autorizzati.

Il primo investimento è, solitamente, di piccola entità e coadiuvato da lauti bonus concessi dalla società: grande la soddisfazione, dunque, quando questo si rivela, in breve torno di tempo, anche considerevolmente redditizio. La soddisfazione, unita all’incoraggiamento fornito dai competenti e disponibili referenti della società, si traduce in investimenti sempre più frequenti e consistenti. Le prime perdite, paradossalmente, producono lo stesso risultato: ulteriori, precipitosi investimenti, che regolarmente si rivelano un buco nell'acqua, in un affannoso tentativo di recuperare. Finché tutto è perduto.

Spesso guadagni e perdite sono solo virtuali, frutto di un’abile manipolazione volta ad incentivare il versamento di altre somme: qualsiasi tentativo di disinvestimento e richiesta di restituzione cadrebbe nel vuoto. 

A perdita avvenuta, richieste di chiarimenti, reclami, diffide a restituire quel che rimane del proprio investimento si scontrano con il mutato atteggiamento dell’interlocutore: le risposte si fanno vaghe, scostanti, dilatorie quando non scortesi e volte ad attribuire i cattivi risultati a responsabilità o incapacità dell’investitore. È, questo, il momento della presa di coscienza dell’avvenuto raggiro.

Cosa fare in simili circostanze?

La parola-chiave è prevenzione: gli strumenti per schivare il pericolo ci sono, tenendo sempre a mente che in quest’ambito decisioni avventate e precipitose, prese magari con l’idea di non perdere il “treno giusto”, non portano invece a nulla di buono.

Fondamentale è, come prima cosa, accertarsi che società e relativo sito web siano autorizzati a prestare e offrire servizi e strumenti finanziari, consultando gli appositi albi delle SIM (Società di Intermediazione) e delle banche autorizzate, pubblicati sui siti di CONSOB e Banca d’Italia. 

Va ricordato che nessuna impresa d’investimento extracomunitaria è autorizzata a operare in Italia: massima attenzione, dunque, quando, come spesso succede, la sede sociale è in qualche remoto arcipelago (Isole Marshall, Saint Vincent e Grenadine…), o in Paesi extra-Ue come Svizzera o Liechtenstein. Una sede lontana dai confini nazionali, peraltro, aumenta la difficoltà d’individuare i soggetti responsabili e rende pressoché impraticabili azioni civili di risarcimento del danno.

Occhio anche agli avvisi ai risparmiatori, che riportano le segnalazioni di operatori senza autorizzazione o autori di altri illeciti, disponibili sul sito della CONSOB (nella sezione “Occhio alle truffe” sono raccolte tutte le informazioni a tutela degli investitori), dell’omologa autorità europea (l’ESMA) e dell’Organizzazione Internazionale delle Commissioni di Sicurezza sui Valori Mobiliari (IOSCO).

E a raggiro avvenuto? Insistere il più possibile per riavere i propri soldi, magari prospettando segnalazioni, denunce e cattiva pubblicità tramite associazioni di consumatori, può in qualche caso avere buon esito; importante è comunque rivolgersi alle autorità competenti: segnalare l'accaduto a CONSOB e, in caso di reato, denunciare all'autorità giudiziaria. Opportuno, a questo proposito, recuperare tutta la documentazione e le comunicazioni intercorse.

Attenzione anche alle offerte di assistenza per il recupero delle somme investite, spesso promosse dagli stessi artefici del raggiro iniziale: anche qui vanno fatte tutte le verifiche del caso e vanno privilegiati soggetti riconosciuti e non improvvisati, per non incorrere nel rischio di essere truffati due volte.

Dall'inizio dell'anno sono ottantacinque gli interventi di vigilanza effettuati dalla CONSOB nel campo della lotta all'abusivismo finanziario; più in generale, gli sforzi di contrasto al falso trading online profusi dalle autorità di vigilanza e giudiziarie danno il segno di un fenomeno che si diffonde a macchia d'olio, al quale va opposto un argine che va oltre la sola attività repressiva.

Alfabetizzazione finanziaria, educazione informatica di base, nonché una corretta informazione che tenga alta la guardia sulla diffusione, anche a livello locale, di truffe e altri illeciti sono fondamentali; necessaria, infine, è la presenza di una rete sociale ed istituzionale che affianchi e sostenga la vittima, altrimenti sola a sopportare il peso delle pesanti conseguenze economiche, familiari e relazionali del raggiro subìto.

 

Mestre, 1 luglio 2019