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CONTRATTI A DISTANZA E PORTA A PORTA, CORTE UE: SI PUÒ RECEDERE DALL’ACQUISTO DI UN MATERASSO DOPO LA RIMOZIONE DELLA PELLICOLA PROTETTIVA

Arriva dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea un’importante decisione a favore dei diritti dei consumatori nei contratti a distanza e negoziati fuori dai locali commerciali.

Particolari circostanze d’acquisto, quali quelle che si verificano nel caso dello shopping online o della visita di solerti rappresentanti che magnificano l’ultimo ritrovato dell’ingegno umano nel momento meno opportuno della giornata, pongono la necessità di assicurare che la volontà di concludere l’affare sia pienamente ed effettivamente autonoma.

La risposta è data dal diritto di recesso, ovvero la possibilità di ripensarci e di comunicare entro un certo tempo la volontà di tornare sui propri passi, restituendo il bene acquistato e ricevendo il rimborso dei pagamenti effettuati.

Il diavolo, però, è nei dettagli ed occorre fare attenzione, se si vuole a buon diritto esercitare il ripensamento, a che l’operazione conclusa non rientri nella cospicua serie di esclusioni previste dalla legge.

Accade che alcuni venditori cerchino di allargare le maglie della serie di esclusioni, eccependo la non operatività del diritto di recesso, trincerandosi dietro generiche informative collocate in improbabili anfratti del modulo di adesione.
La Corte UE, esaminando nello specifico il caso d’un acquisto online d’un materasso, ribadisce, contro questi tentativi, principi e portata della disciplina del recesso.

Punto fermo è che la normativa UE mira ad assicurare un livello elevato di tutela dei consumatori. In questi termini, le disposizioni che derogano a un diritto riconosciuto al consumatore devono essere interpretate restrittivamente.

La vicenda vede il signor Ledowski, in Germania, tentare di esercitare il suo diritto di recesso rispetto all’acquisto online di un materasso, dopo averne rimosso la pellicola protettiva. Al rifiuto della controparte, il signor Ledowski adisce le vie legali ed ottiene ragione in tutti i gradi di giudizio, senonché la Corte di Giustizia della Federazione ritiene utile ottenere ulteriore, autorevole, conferma e sottopone la questione interpretativa alla Corte UE.

Possono materassi e simili integrare l’esclusione al diritto di ripensamento rappresentata, in particolare, dai beni sigillati che non si prestino a essere sostituiti per motivi igienici o connessi con la tutela della salute e che siano stati aperti dopo la consegna? La Corte fa propri alcuni argomenti del giudice del rinvio e ci aggiunge qualcosa di suo per affermare decisamente che no, l’eccezione in casi simili non vale: il signor Ledowski e i suoi omologhi hanno tutto il diritto di ripensarci.

Il punto dirimente è stabilire se un materasso, tolta la pellicola protettiva, non sia più per sua natura commercializzabile, per motivi igienici o connessi con la tutela della salute.

La Corte federale tedesca ricorda, quali esempi di segno opposto a tale conclusione, l’utilizzo dei materassi nel settore alberghiero e l’esistenza, in particolare su Internet, di un mercato per materassi usati, nonché, infine, la possibilità di pulire i materassi che sono stati utilizzati.

La Corte UE propone, in aggiunta, l’equiparazione con gli indumenti: anche questi, al momento della prova, possono entrare in contatto con il corpo umano; eppure, nessun dubbio che possano essere nuovamente commercializzati, se provati conformemente alla loro destinazione.

In casi simili il consumatore non può mai decadere dal suo diritto di recesso: al limite, risponderà della diminuzione del valore del bene, se conseguente a manipolazioni diverse da quelle necessarie per testare natura, caratteristiche e funzionamento dello stesso.

 

Mestre, 6 maggio 2019