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Federconsumatori è un'associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi prioritari l'informazione e l'autotutela dei consumatori ed utenti ed è iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni dei Consumatori (L.R. 23/10/2009, n. 27).

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NON FINISCE COSI' LA PARTITA PER I RENDIMENTI DEI BUONI POSTALI FRUTTIFERI

Quella sui buoni postali fruttiferi è una battaglia che da tempo vede coinvolta la Federconsumatori, impegnata a tutelare il diritto dei cittadini ad ottenere i rendimenti originariamente previsti sul retro del titolo e indicati al risparmiatore al momento della sottoscrizione.
Ma andiamo con ordine e proviamo a ricostruire la vicenda che ha portato alla situazione attuale.

Nel giugno del 1986, a seguito di un provvedimento contenuto nel Decreto Legge 13/06/1986, i rendimenti dei Buoni Postali trentennali venivano ridotti dal 20 al 50% con effetto retroattivo, dandone notizia nella sola Gazzetta Ufficiale (senza comunicazione individuale ai possessori).

A partire dal 2014, anno in cui sono andate in scadenza le prime serie interessate, Federconsumatori ha iniziato una lunga campagna di informazione e tutela dei risparmiatori coinvolti: centinaia sono stati i possessori dei Buoni delle serie M, N, O, P e Q per il quali sono stati avviati reclami e ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario.

Una prima vittoria la si è avuta, proprio in sede ABF, con i casi inerenti i possessori di Buoni acquistati dopo giugno 1986, ma ancora recanti vecchie stampigliature (tutti vinti con ristoro al consumatore di quanto dovuto). 

Altrettanto positivi i ricorsi ABF per il riconoscimento degli interessi maturati fra il 20° ed il 30° anno sui buoni serie P/Q, per il quali Poste Italiane applicava il famigerato Decreto anche negli ultimi anni di durata del Buono, contrariamente a quanto previsto dal decreto stesso, che andava a modificare solo quelli maturati nei primi venti anni.

In questo caso l’Arbitro si è espresso a favore dei ricorrenti, condannando Poste a rimborsare la differenza di interessi maturati.

Data l’impossibilità di ricorrere alla class action a causa della disomogeneità delle situazioni dei risparmiatori danneggiati, per i Buoni antecedenti il provvedimento Federconsumatori ha promosso su tutto il territorio nazionale varie iniziative; per il Veneto, la Federconsumatori Treviso ha promosso la costituzione di un Comitato ed ha avviato una causa pilota, sollevando il principio di incostituzionalità e la mancata informazione.

Il 12 giugno 2018 il Giudice di Pace si è espresso con sentenza favorevole. Poste, come ben prevedevamo, ha fatto appello e la nuova udienza, prevista per gennaio 2019, è stata ulteriormente posticipata.

Nel frattempo, con ordinanza depositata il 31/08/2018, il Presidente della prima Sezione civile della Corte di Cassazione aveva chiesto che sulla questione si esprimesse la stessa a Sezioni Unite.

La tanto attesa sentenza, la n. 3963 dell’11/02/2019, ha purtroppo stabilito che, per i buoni sottoscritti prima del 1999, il tasso di interesse può essere modificato, anche in modo retroattivo. 

Tale pronunciamento, a nostro avviso, risulta alquanto contraddittorio e non del tutto rispettoso del diritto del risparmiatore a ricevere informazioni chiare e corrette sui propri investimenti, soprattutto se si considera che Poste non aveva messo a disposizione alcuna tabella indicante i tassi da applicare retroattivamente ai buoni emessi prima del 30 giugno 1986. 

Per questa e per altre considerazioni che saranno contenute in un prossimo comunicato, stiamo valutando di presentare ricorso alla Corte di Giustizia Europea, sperando che tale sentenza, seppur autorevole, possa essere disattesa dalle future pronunce di merito e di legittimità in materia.

Invitiamo quindi gli interessati a non darsi per vinti: seguiteci e restate al nostro fianco per rafforzare questa nostra e vostra azione di difesa dei diritti.

 

Mestre, 28 marzo 2019