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PLAYSTATION 4, MULTA PER OMISSIONI INGANNEVOLI SUI COSTI DI GIOCO ONLINE

Nel claim riportato, con caratteri ben evidenti, su alcune confezioni della console di gioco più utilizzata in Italia, PlayStation 4, si pubblicizza la possibilità di “affrontare i migliori giocatori online”. Tutt’altra evidenza è riservata al fatto che, per sfidare altri giocatori a distanza, occorra sottoscrivere un abbonamento a pagamento ad un servizio aggiuntivo, PlayStation Plus.

Allo stesso modo, nel processo di acquisto di videogiochi tramite l’applicazione PlayStation Store non v’è traccia di informazioni chiare e immediate sulla necessità di tale ulteriore spesa.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, raccogliendo le segnalazioni dei consumatori, ha accertato le pratiche commerciali ingannevoli, comminato al Gruppo Sony una sanzione complessiva di due milioni di euro ed intimato di aggiungere indicazioni adeguate, fin dal primo contatto, a comunicare la necessità di un abbonamento a pagamento per usufruire della modalità multiplayer online.

Il mondo dei videogiochi, negli ultimi anni, ha visto cambiare profondamente la propria dimensione grazie alla connessione in rete. 

Non più solo passatempo individuale, i giochi virtuali coinvolgono sempre più persone in sfide a distanza: testimone il successo da oltre 100 milioni di iscritti in meno di un anno di Fortnite, gioco che, a seconda delle versioni, consente a più partecipanti di formare squadre o di cimentarsi in battaglie tutti-contro-tutti; in crescita anche il fenomeno dei tornei di e-sports, vere e proprie competizioni dedicate a specifici titoli di videogiochi, organizzate in molti casi con il supporto della rete per dare spazio alla più ampia partecipazione.

Chi acquista una console di ultima generazione, dunque, si aspetta che il gioco online sia compreso tra le sue caratteristiche. Così era, d’altra parte, per il modello precedente di PlayStation, fino a novembre 2013. 

Lo stesso può dirsi per chi acquista un videogioco utilizzando la piattaforma PlayStation Store, soprattutto se il gioco acquistato è usufruibile esclusivamente in modalità multiplayer online: in questo caso, avvertire che invece sarà necessaria la sottoscrizione di un abbonamento a pagamento è essenziale; specie se si considera che, una volta iniziato il download o lo streaming del contenuto digitale, si perde il diritto di recesso e non è quindi più possibile recuperare i soldi spesi.

A fronte di tutto questo, la comunicazione sul servizio a pagamento PlayStation Plus viene resa in modo del tutto inadeguato: nella confezione del prodotto trova posto solo sul retro, con caratteri piccoli e di difficile lettura, in mezzo a molte altre avvertenze legali; nel procedimento di acquisto online, è fornita soltanto in via eventuale, attraverso vari passaggi che presuppongono l’attivazione del link “Dettagli” posto in calce alla pagina, e in alcuni casi manca del tutto.

Agcm ricorda che gli obblighi informativi devono assicurare la tutela, sin dal primo contatto, anche ai consumatori più sprovveduti o non particolarmente vigili, non trovando fondamento la giustificazione di Sony di rivolgersi a un pubblico di consumatori “tecnicamente esperti”.

L’Autorità sottolinea come il costo per l’abbonamento a PlayStation Plus non sia affatto secondario, anzi: considerando il costo annuale del servizio e l’arco di vita media di una console, il costo finale complessivo risulta circa lo stesso di quello iniziale della stessa console.

In conclusione, la pratica commerciale scorretta riguarda un elemento rilevante della scelta d’acquisto, ha coinvolto un numero molto elevato di consumatori sull’intero territorio nazionale e si protrae da più di cinque anni: la sanzione inflitta a Sony, che deve provvedere alle opportune modifiche sulla confezione e nel PlayStation Store, viene di conseguenza determinata nella misura di due milioni di euro.

 

Mestre, 28 marzo 2019