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Prescrizione bollette luce, acqua, gas: facciamo chiarezza

Molto spesso le persone ci contattano o si rivolgono ai nostri sportelli per chiedere chiarimenti su un tema che è al centro di importanti cambiamenti: quello della prescrizione delle bollette delle utenze di luce, gas ed acqua.
Arriva una fatturazione relativa a consumi risalenti nel tempo e non si è convinti che il pagamento sia effettivamente dovuto: quali sono le regole che ci dicono se abbiamo ragione?
La disposizione fondamentale in materia si trova all'articolo 2948 del codice civile. Qui si stabilisce che tutto ciò che deve pagarsi periodicamente, ad anno o in termini più brevi, si prescrive in cinque anni.
La prescrizione delle bollette, dunque, secondo questa norma, si raggiunge alla scadenza del termine di cinque anni. Un periodo di tempo di questa entità, però, porta con sé il rischio per gli utenti di vedersi fatturati importi di molto eccedenti le normali bollette, a causa per esempio di un pluriennale ritardo del venditore nella fatturazione di periodo: ecco il motivo per il quale il termine quinquennale è stato sottoposto a revisione ed è, attualmente, in fase di superamento.
La legge di bilancio 2018 (l. 205/2017) prevede, infatti, all’articolo 1, comma 4, che nei contratti di fornitura di energia elettrica, gas e del servizio idrico, il diritto al corrispettivo si prescriva in due anni.
L’innovazione rappresenta una significativa misura di protezione, per le famiglie e le piccole imprese, nei confronti del pericolo di vedersi recapitate “maxibollette”, ma, va tenuto presente, non è ancora compiutamente applicata: l’articolo 1, comma 10, della medesima legge di bilancio, stabilisce infatti diverse tempistiche per l’entrata in vigore della riforma, in relazione ai diversi settori elettrico, del gas ed idrico.
Così, se vale già il termine di prescrizione biennale per le bollette della luce con scadenza di pagamento dopo il 1 marzo 2018, ancora per qualche tempo continuerà invece ad applicarsi il termine di cinque anni per le fatture di gas e acqua: il cambio di regime riguarda infatti le bollette del gas con scadenza successiva al 1 gennaio 2019 e le bollette idriche con scadenza successiva al 1 gennaio 2020.
A questo punto, per chi voglia verificare se sia stato raggiunto il termine biennale di prescrizione, è importante individuare il giorno iniziale da cui partire a computare il passaggio del tempo. Questo momento è stato identificato in via generale, nella Deliberazione 97/2018/R/COM dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, con il termine entro cui l’esercente il servizio è obbligato a emettere il documento di fatturazione: tale termine è indicato nel contratto di fornitura di mercato libero o altrimenti si tratta del 45° giorno (45 giorni solari) a partire dall'ultimo giorno del periodo di fatturazione. In relazione a conguagli operati sulla base di rettifiche del dato di misura, i 45 giorni decorrono invece dal momento in cui la rettifica è resa disponibile nell'ambito del Sistema Informativo Integrato.
Appurato che il biennio previsto è compiutamente trascorso, è sempre e comunque certa l’intervenuta prescrizione del credito del venditore? Purtroppo per gli utenti, la risposta è negativa: il comma 5 della legge di bilancio 2018, infatti, esclude l’applicabilità della disciplina introdotta al comma 4 per tutti quei casi in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da responsabilità accertata dell'utente.
Se, per esempio, l’accesso al contatore, al fine di effettuare la rilevazione dei dati di consumo, è risultato impossibile per l’assenza o per un esplicito diniego del cliente finale, egli non potrà far valere la prescrizione biennale.
Da ultimo, è importante ricordare il funzionamento dell’istituto: la prescrizione rende l’obbligo inesigibile, ma il creditore può comunque avanzare una richiesta di pagamento e il debitore che paghi in adempimento di un debito prescritto non può chiedere la restituzione. Il debitore che invece non intenda pagare un importo di cui gli viene fatta richiesta, in quanto prescritto, è tenuto a contestarlo manifestando la propria volontà di eccepire la prescrizione.
D’altra parte, la finalità di protezione della riforma vuole che il cliente finale sia messo nelle condizioni di poter esercitare le posizioni vantaggiose attribuitegli dalle norme: ecco quindi che nella citata Deliberazione ARERA sono definiti specifici obblighi informativi per il venditore, il quale deve avvisare il cliente della presenza nella fattura di importi relativi a consumi risalenti a più di due anni e del suo conseguente diritto di rifiutarne il pagamento; tale informativa va fornita tramite canali idonei a garantirne trasparenza e completezza, contestualmente all'emissione della fattura in questione e comunque almeno 10 giorni prima della scadenza dei termini di pagamento. Negli orientamenti in seguito elaborati dall'Autorità, è prevista anche la predisposizione di un modulo appositamente dedicato all'eccezione di prescrizione, che il venditore deve inviare assieme alla fattura e rendere disponibile sul proprio sito internet, fatta comunque salva la possibilità per il cliente finale di effettuare la stessa comunicazione senza avvalersi del modulo.
Solo passando per la corretta implementazione di questi obblighi informativi e procedurali, nonché per uno scrupoloso monitoraggio dell’Autorità e degli altri soggetti interessati sul funzionamento e su eventuali lacune della nuova disciplina, la riduzione dei termini di prescrizione potrà compiutamente tradursi in una misura 

Mestre, 29 ottobre 2018