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Zanzare e ambiente

Ogni anno, a partire dalla primavera e fintanto che le temperature non scendono sensibilmente, il territorio italiano viene popolato da una moltitudine di insetti alati poco graditi che accompagnano soprattutto le calde serate estive, lasciando sulla nostra pelle i segni, più o meno pruriginosi, della loro presenza.
Con la medesima cadenza alcuni tra i principali istituti scientifici pubblicano mappe aggiornate della presenza di zanzare nel nostro Paese, divisa per province: tale strumento dovrebbe essere utilizzato soprattutto dalle Istituzioni per adottare in tempi congrui sistemi più efficaci per combattere questa fastidiosissima invasione, proprio a partire dalla primavera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Partendo comunque dal presupposto che combattere la proliferazione delle zanzare è un problema principalmente istituzionale, ognuno di noi ha una responsabilità civica nella lotta alle zanzare.
Per far capire quanto può incidere una cattiva gestione personale anche del proprio giardino, proviamo a seguire una zanzara a partire da fine marzo, quando le uova depositate a fine estate si schiudono (le uova di zanzara possono, anche per due/tre anni, rimanere in uno stato di quiescenza aspettando l’arrivo di acqua).
La zanzara si accoppia e va alla ricerca di sangue indispensabile per lo sviluppo delle uova: ipotizzando che la specie in questione sia “tigre” depositerà circa 60 uova ogni settimana; sempre ipoteticamente pensiamo che da queste uova nascano 30 zanzare maschio e 30 femmine che a loro volta riprenderanno il ciclo riproduttivo.
Sapendo che una zanzara tigre vive mediamente tre settimane, andando a calcolare il numero di zanzare che verrebbero originate a partire da un’unica femmina ad inizio stagione rimarremo veramente impressionati dal numero di insetti che potenzialmente è in grado di produrre: secondo questi ipotetici calcoli, alla fine di maggio la nostra zanzara è responsabile della presenza di decine di milioni di zanzare.

 

 

 

Siamo ancora convinti che l’incuria non abbia un’importanza fondamentale nella lotta a questo insetto?
Quindi per combattere le zanzare è fondamentale farlo singolarmente, cominciando a privare le zanzare di habitat confacenti al loro sviluppo:
-iniziamo controllando e svuotando, almeno due volte alla settimana, i sottovasi (per piante troppo pesanti è sufficiente riempire il sottovaso con sabbia), i secchi, i bidoni e tutti gli altri contenitori dove può verificarsi ristagno di acqua;
- è importante tenere sotto controllo le zone del nostro giardino dove potrebbero sorgere spontaneamente dei ristagni d’acqua (ad esempio dopo l'irrigazione o una pioggia estiva) come le zone sotto le siepi, i sottoscala o i fossati, le caditoie e le grate di raccolta dell'acqua piovana.
- Dove non è possibile togliere l’acqua è buona norma immettere nell’acqua compresse di sostanze larvicide: ogni centimetro quadrato di acqua stagnante può rappresentare l'ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare.
Alcuni luoghi comuni sulle zanzare da sfatare:
1) le zanzare sono attratte dalla luce: non è vero, le zanzare sono attratte principalmente dal calore dei corpi e in particolare dall’anidride carbonica che viene emessa nell’aria. Il sudore, così come i profumi dolci, il calore e l’umidità sono tutti elementi che piacciono alle zanzare, che si muovono in base alla quantità di CO2. Per questo chi è in sovrappeso, o aspetta un bambino, è più soggetto alle punture, perché emana più anidride carbonica. Allo stesso modo, gli sportivi attirano su di sé le zanzare oltre che per l’anidride carbonica emessa durante lo sforzo, per l’odore dell’acido lattico che si produce nei muscoli.
2) mettere pezzetti di rame sui ristagni di acqua non produce nessun effetto: il rame rende l’acqua inospitale per le larve di zanzara solo nella proporzione di almeno 20 grammi di rame in un litro d’acqua. E non deve essere ossidato, quindi va cambiato molto spesso.
3) Chi ha il “sangue dolce” è più esposto alle punture di insetti: le zanzare in realtà prediligono i soggetti con un più alto tasso di colesterolo e secondo uno studio americano prediligono i soggetti del gruppo 0 rispetto a quelli di gruppo A e B (lo studio è stato condotto su zanzare “Culex”, una delle oltre 3500 specie esistenti).
4) Combattere le zanzare con le piante: alcune erbe aromatiche emanano odori che possono confondere le zanzare, ma non sono certo sufficienti ad allontanarle e impedire che ci pungano; non serve a nulla neanche l’aglio ingerito, potrebbe rivelarsi utile invece irrorato.
5) Ultrasuoni: questa tecnologia non ha nessun effetto su questi insetti.
6) Le casette per i pipistrelli (bat box) che in molti giardini vengono messe per offrire ospitalità a questi piccoli mammiferi alati ghiotti di zanzare nella speranza che ripuliscano l’aria circostante da questi insetti, in realtà hanno efficacia molto limitata e solamente notturna e quindi pressoché nulla per la zanzara “Tigre”.
7) Fare una croce con l’unghia sul pomfo della puntura: non è di alcuna utilità e ricordiamo inoltre che normalmente le unghie non sono mai perfettamente pulite e possono quindi causare infezioni.

Mestre, 3 settembre 2018