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Legge sul biotestamento: dal 31 gennaio 2018 è entrata in vigore

Finalmente tutti i cittadini hanno la possibilità di fare un testamento biologico e non hanno più la necessità di rivolgersi ad un giudice per poter rifiutare un trattamento sanitario, la legge è stata approvata con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti.

La legge sul fine vita è diventata una realtà concreta. Un diritto con cui tutti possiamo, e dobbiamo, misurarci. Per poter sfruttare al pieno l’opportunità che ci offre bisogna però conoscerne i meccanismi, il gergo e la logica e, soprattutto, bisogna attrezzarsi per tempo.

Il diritto riconosciuto dalla legge è quello di stilare delle Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari (DAT), decidere quindi anticipatamente a quali trattamenti sanitari si ritiene lecito essere sottoposti o meno.

Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dai genitori o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore.

La persona minore o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione. Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nella condizione di esprimere la sua volontà. Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare.

Chi sottoscrive le Dat indica una persona di sua fiducia (“fiduciario”) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne, capace di intendere e di volere; può rinunciare alla nomina con atto scritto. Inoltre l’incarico del fiduciario può essere revocato.

Al fiduciario è rilasciata una copia delle Dat. Nel caso in cui le Dat non contengano l’indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace le Dat mantengono efficacia in merito alle convinzioni e preferenze del disponente. In caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un amministratore di sostegno.

Il medico è tenuto al rispetto delle DAT le quali possono essere disattese, in tutto o in parte dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Il consenso informato tra medico e paziente è espresso in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare.

Il consenso informato può essere revocato anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento, incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali che, viene specificato nel testo, “sono trattamenti sanitari”, in quanto “somministrati su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari”.

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali. A fronte di tali richieste il medico non ha obblighi professionali quindi può rifiutarsi di dare corso alle Dat, tuttavia ogni azienda sanitaria pubblica o privata anche cattolica garantisce la piena e corretta attuazione dei principi della legge sul biotestamento.

Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati.

Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

Tutto questo è subordinato alla compilazione di un Biotestamento, un documento che farà fede nel caso in cui non fossimo in grado di dare indicazioni sulle nostre scelte attraverso il consenso informato. Si tratta di un diritto garantito ora per legge a tutti i maggiorenni, che siano in grado di intendere e di volere al momento della stesura del documento.

Il biotestamento può avere diverse forme, può essere un testo scritto di proprio pugno, un modello precompilato, o anche una videoregistrazione o un altro tipo di comunicazione in caso di persone con disabilità. Si tratta di un documento esente da tasse, bolli o altre forme di tributo, che può essere modificato o revocato in qualsiasi momento.

Una volta redatto, il biotestamento va autenticato. È possibile trasformarlo in un atto pubblico notarile, in una scrittura privata autenticata dal notaio o da un funzionario pubblico designato dal proprio Comune, o in una scrittura privata semplice, consegnandolo personalmente all’ufficio dello Stato civile del Comune di residenza. O ancora, dove previsto, può essere consegnato e autenticato rivolgendosi direttamente alle strutture sanitarie.

A prescindere dalla forma che assumerà, il biotestamento deve contenere alcune informazioni chiave. Per iniziare, ovviamente, i nostri dati anagrafici; a seguire, si possono indicare le proprie preferenze in tema di consenso informato: se si vuole essere informati del proprio stato di salute, o se si preferisce che vengano informate una o più persone di fiducia (da indicare nel documento). Completata questa fase, è il momento di entrare nello specifico: indicare quali interventi medici si accettano e quali di rifiutano.

Si possono quindi formulare disposizioni generiche, indicando ad esempio il rifiuto alla rianimazione, o al ricorso a trattamenti che produrrebbero il mantenimento di uno stato di incoscienza permanente, demenza avanzata, paralisi totale che impedisce ogni forma di comunicazione, oppure andare nel particolare, indicando quali interventi medici si accettano e si rifiutano, e in quali circostanze(ad es.: voglio/non voglio che mi sia praticata la respirazione meccanica in caso di arresto cardio/respiratorio). In questo senso, è bene ricordare che la nuova legge considera anche nutrizione e idratazione artificiale come interventi sanitari a cui si può dare o meno il proprio consenso.

La legge prevede inoltre che prima di stilare il testamento lo scrivente acquisisca adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte, ed è possibile allegare la sottoscrizione del medico che dichiari che lo scrivente ha ricevuto e compreso le informazioni necessarie. È possibile infine allegare le proprie disposizioni post mortem: dove si desidera morire (a casa, in ospedale o altrove), come si desidera che sia trattata la salma, come andranno svolte le esequie, ecc…

Nel caso in cui il testamento biologico sia stato redatto prima del 31 gennaio di quest’anno, il Consiglio notarile di Milano dato indicazioni in materia.

Mestre, 16 febbraio 2018