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Prove tecniche di autonomia veneta: sanità in crisi

Da tempo i medici di base della nostra regione sono in agitazione per mancanza di risposte a proposito di regolamenti delle Medicine di Gruppo integrate, la mancanza di cure palliative h24, il ricorso a medici privati nelle case di riposo e negli ospedali di comunità e il fascicolo sanitario elettronico.

Federconsumatori nel reputare importanti le richieste dei medici e non volendo assolutamente interferire con il diritto di sciopero dei lavoratori, ritiene inammissibile che la cattiva gestione della sanità nella nostra regione, materia da tempo decentrata appunto a livello regionale, ricada ancora una volta sugli utenti soprattutto quelli più deboli, ammalati e anziani.

La medicina di base presenta pecche ormai decennali che partono anche dalla connivenza tra istituzioni e lobby professionali; l’art. 36 della convenzione con i medici di base prescrive come apertura ambulatoriale un minimo di 15 ore settimanali, in teoria un medico di base che tenga aperto il suo studio 3 ore per 5 gg. alla settimana ha praticamente adempiuto ai suoi obblighi il tutto per la parca somma, se assiste 1.500 pazienti, di 107mila euro annui che passano a 136mila se lavora in una medicina di gruppo integrata.

Sicuramente molti medici sosterranno che non è possibile assistere 1500 pazienti lavorando solo tre ore al giorno e che in realtà ne fanno molte di più; su questo siamo pienamente d’accordo, ma allora perché porre resistenza a codificare che anche i medici devono prestare servizio per le canoniche 37,45 ore settimanali di cui devono dare dimostrazione e nel caso di necessità devono essere disponibili a ore straordinarie come tutti i lavoratori e i loro colleghi ospedalieri?

Nulla da stupirsi quindi, se secondo un’indagine della “Società Italiana di Medicina Interna”, il tempo medio di una visita non supera i 9 minuti e se già dopo 20 secondi il paziente che sta illustrando i suoi malanni viene interrotto dalle domande del proprio medico. Non per essere esterofili, ma un medico in Svezia dedica ai propri pazienti più di 22 minuti.

Vorrei anche ricordare che i medici di base e i pediatri di base hanno completamente dimenticato cosa sia la visita domiciliare con forte aggravio per i pazienti e i loro famigliari, costringendo persone anziane a recarsi in ambulatorio per patologie che li preoccupano e li rendono particolarmente deboli e affrontare lunghe code.

Mestre, 17 novembre 2017