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Informazione inadeguata sul papillomavirus umano. (HPV)

Secondo un’indagine del Censis "Chi ha paura del Papillomavirus? Com’è cambiato l’atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-HPV", presentata a Roma il 3 maggio scorso, i genitori sono meno informati sul papillomavirus rispetto a sei anni fa.

Se l’87,4% dei genitori (la quasi totalità delle donne il 91,6%) sa che alcuni ceppi di l’HPV sono responsabili del tumore al collo dell’utero, solo il 47,2% sa che possono causare anche diversi altri tumori e anche nel maschio. Il 36,6% è convito che si tratti di un virus che colpisce solo le donne. Forse è per questo che il 56,6% ha dichiarato di aver vaccinato le proprie figlie e solo il 7,3% dichiara di aver vaccinato i figli.

Come spesso accade la salute nelle famiglie è demandata al sesso femminile infatti sono quasi il 10% in meno i genitori maschi che affermano di sapere cosa è il papillomavirus. La percentuale delle mamme consapevoli che l’Hpv è un virus responsabile dei condilomi genitali si è ridotta di 10 punti, passando dal 43,5% del 2011 al 34,4% del 2016.

Altro dato evidenziato dalla ricerca è il ruolo delle fonti informative sul tema, i media sono per i genitori la prima fonte d’informazione, con il 44,2% dei genitori che affermano di avere avuto l’informazione appunto dai media tradizionali, mentre il 39,1% ha ricevuto informazioni dal medico, il 30,7% attraverso il web, il 26,2% per mezzo della rete familiare e amicale, il 21,8% attraverso il servizio vaccinale delle Asl.

Il giudizio che gli intervistati esprimono nei confronti dell’informazione disponibile sul Papillomavirus e la vaccinazione non è positivo: quasi la metà dei genitori afferma come le informazioni che circolano al riguardo siano poche e poco chiare (48,9%), mentre il 32,5% pensa che le informazioni siano troppe confuse e contraddittorie.

Purtroppo nonostante la conoscenza del vaccino sia diffusa, non tutti i genitori sottopongono i figli alla vaccinazione e le motivazioni, sempre secondo l’indagine, ha molteplici cause, innanzi tutto (21%) il vaccino non   elimina la necessità di ricorrere al Pap test, sottoporre soggetti troppo giovani per una malattia sessualmente trasmissibili non è opportuno 19,7%, la paura degli effetti collaterali 17,8%, il fatto che la vaccinazione non sia obbligatoria e gratuita per tutte le età 16,2% e la scarsa fiducia nei vaccini come metodo di prevenzione 14%.

Il 34,4% delle mamme di femmine asseriscono di essere state sconsigliate anche da professionisti della sanità, dato in crescita di più di 9 punti rispetto il 2011 attestato al 25,6%.

L’88,2% dei genitori è favorevole alla scelta presente nel nuovo Piano vaccinale di estendere la vaccinazione gratuita anche ai maschi di 12 anni: un dato che testimonia un’apertura nei confronti di questa specifica vaccinazione per la protezione da un virus che può rivelarsi anche letale.

Quindi quello che si chiede sui vaccini è una informazione seria e costante soprattutto da parte delle istituzioni.

Per chi volesse approfondire il tema:

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=14&area=Malattie_sessualmente_trasmissibili

    Mestre, 12 magio 2017