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La salute in Italia

L’Italia è il paese più sano al mondo secondo la classifica Bloomberg Global Health Index, la classifica riguarda 163 nazioni e prende in considerazione diverse variabili: aspettativa di vita, cause di mortalità, rischi per la salute come consumo di tabacco, disponibilità di acqua potabile, malnutrizione e pressione alta.

La classifica ci pone al primo posto nonostante la longevità sia inferiore a diversi paesi, in Italia l’aspettativa di vita è di 82,3 anni mentre i Islanda è di 91,21, in Svezia di 88,92, in Giappone di 89,15, Singapore 90,23 e in Spagna 89,19 ma noi viviamo più in salute rispetto gli altri.

Questo successo è da imputare evidentemente alla qualità di vita e al sistema sanitario, ma attenzione perché non tutti i dati sono concordi, e soprattutto, questi primati risentono molto della situazione dei vari paesi e possono cambiare anche repentinamente.

L’Italia è un paese con una economia stagnante ormai da decenni, la disoccupazione giovanile è del 40% e il debito pubblico è tra i più alti al mondo, secondo i dati forniti da ossevasalute, l’aspettativa di vita nel nostro paese è in diminuzione e vi è una notevole disparità tra chi vive al nord e chi vive al sud.

La speranza di vita nel 2015 è più bassa rispetto al 2014 di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne, fermandosi rispettivamente a 80,1 e 84,6 anni. Con una riduzione della distanza della durata media della vita di uomini e donne.

Se l’aspettativa media di vita per un cittadino Italiano è di 82,3 anni, per chi risiede nella provincia autonoma di Trento sale a 83,5 anni, mentre per un cittadino della Campania si riduce a 80,5. Questo è dovuto ad una minore disponibilità economica e di servizi sanitari, inefficaci politiche di prevenzione il tutto condito da inefficienza politica e amministrativa. Per esempio, gli screening oncologici coprono la quasi totalità della popolazione in Lombardia, ma appena il 30% dei residenti in Calabria.

Sempre secondo il rapporto di osservaslute, sono in crescita l’uso di antidepressivi e di suicidi, aumento legato all’avanzare dell’età. Sono in aumento anche le malattie croniche legate all’invecchiamento della popolazione, sono 4 italiani su 10 interessando una popolazione di 23,6 milioni di abitanti. Analizzando le principali patologie croniche, come ipertensione arteriosa, ictus ischemico, malattie ischemiche del cuore, scompenso cardiaco congestizio, diabete mellito tipo II, broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma bronchiale, osteoartrosi, disturbi tiroidei, emerge che nel 2015 il 23,7% dei pazienti adulti presentava contemporaneamente 2 o più malattie croniche, rispetto al 21,9% del 2011.  

Mestre, 18 aprile 2017