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Energia: il Governo rimanda al 2019 l’abolizione del mercato tutelato

Dopo l’allarme lanciato da Federconsumatori insieme alle altre associazioni dei consumatori direttamente al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, durante la riunione che si è svolta il 5 aprile tra maggioranza e Governo, è stata accolta la richiesta di slittare l’abolizione del mercato tutelato nei settori dell’energia e del gas dal 1 luglio 2018 al 1 luglio 2019.

Uno slittamento che senza dubbio desta in noi sollievo e soddisfazione, ma di fatto non risolve il problema. La scelta più saggia ed equa che il Governo possa assumere è quella di eliminare del tutto l’abolizione del mercato tutelato, che rappresenta ad oggi l’ultima frontiera contro i soprusi e le pratiche commerciali scorrette delle aziende che operano sul mercato libero.

Come sempre abbiamo sostenuto, infatti, noi non siamo contrari alla concorrenza, anzi, una vera concorrenza è quanto di meglio ci si possa augurare per offrire ai cittadini un servizio più competitivo dal punto di vista della qualità e della spesa…purché si tratti di una reale concorrenza.

Se, ad oggi, a distanza di quasi 10 anni dall’apertura del mercato libero dell’energia, solo 1 milione di utenze (su circa 23 milioni) ha abbandonato il mercato di maggior tutela, vuol dire che non vi sono abbastanza vantaggi: il risparmio si annulla quasi sempre dopo il primo anno ed i disagi sono all’ordine del giorno.

È sufficiente sfogliare la cronaca quotidiana per leggere di contratti non richiesti ed abusi da parte delle compagnie di energia che operano sul mercato libero.

Abolire il mercato tutelato significa lasciare i cittadini in balia a difficoltà, scorrettezze e vere e proprie truffe.

Altro intervento, a nostro parere urgente ed improcrastinabile, è quello sulle componenti che contribuiscono a far lievitare le bollette energetiche, a partire da accise datate e contributi ormai desueti, quali quelli per la dismissione delle centrali nucleari: è necessario ripulire le bollette da tali oneri, che risultano insopportabili ed ingiustificati agli occhi dei cittadini.

Mestre, 7 aprile 2017