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Airc: prima di tutto la prevenzione

L’organizzazione no profit  Worldwide Breast Cancer lancia la campagna “conosci i tuoi limoni” che si prefigge di sensibilizzare le donne attraverso l’immagine di dodici limoni, per invitarle a rivolgersi ad un medico.

L’analogia con i limoni è nata per dare un’immagine chiara e immediata senza incorrere in censure o taboo, come spiegano gli autori della campagna, “Il seno è spesso associato al sesso e il cancro è associato alla morte, quando questi elementi si combinano portano con sé una serie infinita di taboo e censure, questo significa che poche donne capiscono davvero a cosa devono fare attenzione e come accorgersi in tempo che nel proprio corpo sta cambiando qualcosa. Come associazione vogliamo cambiare l’immagine del cancro al seno per raggiungere il maggior numero di persone e salvare loro la vita”.

Vengono fotografati 12 limoni con delle caratteristiche e delle deformazioni particolari, ognuno associato a specifici segnali che devono mettere in allarme   e indurre a rivolgersi subito a un medico.

Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) però non sposa completamente questa iniziativa, come spiega Alessandra Gennari dell’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera, “anche l’immagine dei limoni rischia di confondere le idee”. In quanto quasi tutti i limoni rappresentano uno stadio avanzato del tumore che invece va aggredito molto prima, Il nostro obiettivo è di non arrivare ad avere sintomi evidenti, ma accorgersene prima attraverso i controlli preventivi. Come immagine quella dei limoni può andar bene, se vista però nell’ottica di promemoria di come non deve essere il nostro seno. Quindi, ben vengano gli screening regolari magari da estendere dove non è ancora stato fatto, gli screening sono ben accettati oggi da tutte le donne giovani e meno giovani, “La maggior parte delle donne che arrivano ad avere il seno come uno dei limoni dell’immagine sono, purtroppo, donne che trascurano la propria salute”.

In merito alla prevenzione la normativa nazionale prevede che tutte le donne in età compresa tra i 50 e i 69 anni siano invitate ogni due anni a sottoporsi gratuitamente a screening mammografico delegando alle regioni la possibilità di scegliere se allargare o meno le campagne di prevenzione.

Le linee guida del Ministero della Salute e internazionali raccomandano lo screening dai 45 ai 74 anni, nonostante dal 2001 l’accesso alla mammografia sia gratuito a tutte le donne dai 45 ai 50 anni, sono solo 5 (Emilia Romagna, Piemonte, Umbria, Toscana e Basilicata) le regioni che promuovono lo screening anche a in queste fasce di età, l’esigenza di estendere lo screening tra 45 e i 50 anni è dovuta al fatto che il rischio di insorgenza del tumore è elevato per questa fascia d’età, tanto da consigliare una mammografia ogni anno, è dimostrato che in premenopausa i tumori progrediscono più velocemente, l’esigenza invece di estendere lo screening anche alle donne dopo i 70 anni è dovuto al fatto che l’aspettativa di vita per le donne settantenni e di 15 anni e quindi è inopportuno interrompere i controlli.

Invitiamo la regione Veneto a prendere atto delle novità scientifiche e ad adeguarsi alle nuove esigenze per dare un pronto servizio ai cittadini. 

Mestre, 10 febbraio 2017