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Tumore al seno: nuove ricerche, nuove speranze

Si stima che 2700 donne ancora fertili siano colpite ogni anno da tumore al seno con conseguenze anche sulla fertilità dovute alla terapia chemioterapica. Un gruppo di studio guidato dalla dott.ssa Lucia Del Mastro dell’Ist. San Martino di Genova in modo spontaneo, non sponsorizzato da aziende farmaceutiche, ha dimostrato, con uno studio multicentrico (studio che coinvolge più centri) iniziato nel 2000 e pubblicato una prima volta su Jama nel 2011, che un gruppo di  281 donne al disotto di 40 anni e che nel 60% dei casi non aveva ancora avuto figli, se trattato con un farmaco che mette a riposo le ovaie per tutto il periodo di trattamento chemioterapico, presentavano una menopausa precoce nel 10% dei casi contro il 25% del gruppo di controllo. Dati poi confermati anche da uno studio simile condotto negli Stati Uniti.

Lo studio è proseguito e una seconda pubblicazione, sempre su Jama nel 2015, ha dimostrato che questa riduzione di menopausa precoce si è tradotta anche con un aumento delle gravidanze rispetto al gruppo di controllo. Lo studio ha permesso che nel giugno 2016 al farmaco, anche in Italia, fosse riconosciuta l’indicazione terapeutica. Attualmente il farmaco è quindi disponibile, a carico del Sistema sanitario nazionale, per tutte le pazienti giovani che vogliono preservare la loro fertilità. Le linee guida internazionali, non solo quelle italiane, hanno riconosciuto l'importanza di questa strategia che oggi viene considerata come uno standard da offrire a tutte le giovani che devono essere sottoposte a chemioterapia.

Il farmaco viene somministrato attraverso la via intramuscolare almeno una settimana prima dell’inizio del trattamento e poi ogni quattro settimane durante il trattamento.

In merito a questa patologia segnaliamo inoltre che il 14 novembre scorso il Cambridge Cancer Centre ha lanciato un nuovo progetto da 1,1 milioni di sterline che consiste nel sequenziare il Dna di 250 pazienti con tumore al seno per permettere una cura su misura.

Il Personalised Breast Cancer Program, così si chiama il progetto, prevede il sequenziamento di Dna e Rna delle cellule tumorali provenienti da 250 pazienti ricoverate presso la Breast Unit di Cambridge , all’interno dell’Addenbrooke’s Hospital. L’analisi del genoma permetterà ai medici di capire meglio come il tumore si sia sviluppato e diffuso permettendo lo studio di terapie efficaci e personalizzate per ogni paziente.

La speranza è di estendere poi questo programma a tutte le donne colpite dalla malattia.

Già oggi, otto donne su dieci colpite da tumore al seno, sopravvivono per almeno 10 anni, la capacità di elaborare una terapia personalizzata contribuirà ad allungare la sopravvivenza, sia nei tempi che nel numero, inoltre questa strategia avrà delle ricadute positive anche per quanto riguarda gli effetti collaterali dei farmaci.

Mestre, 16 dicembre 2016