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L’Antitrust sanziona Green Network: basta pratiche commerciali scorrette a danno dei cittadini!

Pervengono dai cittadini centinaia di segnalazioni a tutte le strutture della Federconsumatori che denunciano come Green Network stia ponendo in essere pratiche commerciali scorrette, attraverso i suoi call center, attivando, senza che il consumatore sia consapevole, contratti. Oltre alla complessità del mercato energetico e delle relative tipologie contrattuali che variano repentinamente nonché alla futura ma ormai certa scomparsa del mercato di maggior tutela che sino ad oggi ha sia calmierato i prezzi che apprestato garanzie, i cittadini devono difendesi da diverso tempo anche dai contratti estorti: ultima protagonista della vicenda la società Green Network Spa che negli ultimi mesi sta conducendo una campagna di “marketing aggressivo”  caratterizzata da modalità tutt’altro che trasparenti nel contattare i consumatori.

Nonostante l’avvio dell’istruttoria, sia da parte dell’Authority dell’Energia che dell’Antitrust, la società, ignorando ogni denuncia inoltrata sia  dagli inconsapevoli nuovi clienti che da Federconsumatori, persevera in tale comportamento inoltrando per altro fatture di attivazione del servizio in molti casi non in linea con i costi reali bensì molto più esosi; la nostra associazione sta ponendo in essere ogni azione utile per bloccare tale pratica commerciale scorretta attivando procedure avanti alle competenti autorità. Si aggiunga che non appena abbiamo provveduto a denunciare questi fatti all’AEEGSI,  l’amministratore delegato di Green Network si è dimesso.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha disposto una multa da 640 mila euro al Gruppo Green Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell’energia solare e la produzione di elettricità e calore. Tali pratiche sono state infatti giudicate “scorrette in quanto ingannevoli riguardo agli effettivi risparmi ottenibili dall’installazione e ai legami dell’azienda con il gruppo Enel e aggressive in quanto limitative del diritto di recesso”.

Il Garante della Concorrenza ha ritenuto che prospettare tali impianti come “a costo zero“, in virtù dei risparmi ottenibili e dei ricavi dalla vendita dell’energia prodotta in eccesso, ingannasse il consumatore “sulla aleatorietà e sulla distribuzione temporale di tali benefici, a fronte dei pagamenti certi per l’acquisto dell’impianto che spesso avveniva attraverso un finanziamento proposto da società convenzionate con Green Power. È emerso inoltre, spiega l’Antitrust in una nota, che gli agenti del Gruppo hanno continuato a millantare rapporti con l’Enel, usando anche moduli con il logo di Enel.sì, per circa un anno dopo la cessazione di ogni rapporto tra le due aziende. A giudizio dell’Autorità infine, Green Power avrebbe ostacolato l’esercizio del diritto di recesso dei consumatori, facendo decorrere i termini dalla firma del modulo contrattuale, che costituisce una proposta, e non dalla sua accettazione. Per dissuadere i clienti dal recedere dalla proposta infine, il Gruppo ha previsto una penale pari al 25% del valore dell’impianto. La sanzione originaria di 680.000 euro, determinata per queste condotte scorrette, è stata ridotta di 40.000 euro a causa dei bilanci in perdita di Green Power.

Mestre, 12 agosto 2016