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Federconsumatori: troppe difficoltà per i pendolari che scelgono le ferrovie

Il servizio di Alta Velocità ferroviaria è “un servizio privato senza aiuti né dallo Stato né dalle Regioni”. A dirlo è l’Autorità di regolazione dei Trasporti in risposta all’esposto presentato da Federconsumatori e alle osservazioni dei diversi comitati di pendolari in merito alle problematiche relative alla prenotazione per gli abbonati Alta Velocità e sulle relative ricadute sulla prenotazione e i posti a sedere. Per Federconsumatori: “la considerazione dell’Autorità  è giuridicamente legittima, essa però non tiene assolutamente conto del fatto che le persone, in maggioranza lavoratori che prendono l’Alta Velocità, sono di fatto obbligati a prendere treni di questo tipo perché i servizi interregionali, in particolare da parte di Trenitalia, sono praticamente disastrose. Chiaramente questo non rientra nelle competenze dall’Autorità, ma troviamo curiosa l’assoluta mancanza di inviti alle due società ferroviarie di trovare soluzioni che tengano conto delle necessità di chi viaggia”.

Il contenuto minimo dei diritti per gli abbonati Alta Velocità che emerge dall’attuale schema di regolazione si è molto ridotto rispetto a quello inizialmente immaginato dall’Autorità, prevedendo anche possibili “restrizioni” dell’offerta commerciale nel corso dell’abbonamento (purché, a quanto si legge, previamente pubblicizzate dall’azienda al momento della vendita del titolo di viaggio) nonché l’unico obbligo, da parte delle imprese, di garantire all’utente il semplice ritorno a casa in giornata.

Federconsumatori non condivide l’eliminazione dallo schema del controllo dei dati di viaggio originariamente previsto da parte dell’Autorità, che avrebbe consentito l’immediata attivazione dei poteri pubblicistici riferiti al controllo del rapporto tra domanda di mobilità e adeguatezza dell’offerta ferroviaria e al controllo della “saturazione” della stessa.

“Inoltreremo alcune osservazioni all’Autorità, con l’obiettivo di ottenere un ritorno allo schema originario. Allo stesso tempo, ribadiamo l’assoluta necessità di cercare tutte le collaborazioni possibili affinché ci sia una seria alternativa alla AV, sia attraverso un potenziamento, sulle tratte brevi, da parte delle Regioni degli interregionali veloci, sia attraverso la ormai urgente e indifferibile riattivazione da parte dello Stato del trasporto pubblico sulla media-lunga percorrenza, moderno e capace di fare concorrenza all’alta velocità a libero mercato”.

Mestre, 22 aprile 2016