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Influenza, Iss: le vaccinazioni sono utili a ridurre il rischio diretto di gravi complicanze

Negli ultimi cinque anni c’è stato un calo continuo del ricorso alla vaccinazione antinfluenzale, tanto che si è tornati ai livelli dell’inizio anni Duemila. La copertura 2014/2015 si è fermata al 13,6% della popolazione. Non sono solo i vaccini sui bambini a diminuire, ma anche quelli contro l’influenza, che da diversi anni a questa parte – complici anche diversi allarmi, poi rientrati, sulla sicurezza dei vaccini – sono in calo. A fotografare la situazione è l’Istituto superiore di sanità.

L’influenza quest’anno è ancora al di sotto della soglia epidemica e dunque la stagione influenzale vera e propria non è ancora iniziata: la curva, spiega l’Iss, salirà nelle prossime settimane per raggiungere il picco fra gennaio e febbraio.

Ma come vanno le vaccinazioni contro l’influenza? I dati parlano di un calo continuo da cinque anni a questa parte, con una diminuzione complessiva di sei punti percentuali nella popolazione. Spiega l’Istituto superiore di sanità che la vaccinazione antinfluenzale “nella stagione 2009/2010 si attestava infatti al 19,6% contro il 13,6% del 2014/2015. Due punti percentuali netti sono stati persi lo scorso anno. La copertura nel 2013/2014 si attestava, infatti, al 15,6%. Lo scarto maggiore nel quinquennio si registra tra la stagione 2009/2010 (19,6%) e la stagione 2011/2012 (17,8%). Siamo quindi tornati ai livelli di inizio anni 2000, quando le coperture vaccinali erano decisamente basse”.

In calo è anche la copertura vaccinale della popolazione anziana: era al di sotto del 50% prima del 2000, poi era aumentata fino a toccare il 68,3%, nel 2005/2006, per poi scendere, ma restando al di sopra del 60% fino al 2011/2012; poi è crollata dal 55,4% del 2013/2014 al 48,6% del 2014/2015. Lo scorso anno un evento di sicuro impatto è stato l’allarme, poi rientrato, su alcuni lotti di vaccino che vennero ritirati a titolo cautelativo. Spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: “La causa del trend negativo è dovuto in parte a falsi allarmi legati a presunti danni da vaccino o impurità presenti in alcuni lotti. In nessun caso, questi allarmi sono stati confermati. Anzi, ci sono diversi studi che mostrano un effetto protettivo del vaccino, sia fra i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni (per i quali comunque la vaccinazione non viene raccomandata in Italia) che nelle persone a rischio di complicanze. In particolare, oltre a ridurre il rischio diretto di gravi complicanze, talvolta letali, insorgenti nel corso di un attacco influenzale, il vaccino è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, come mostrato da studi sperimentali ed osservazionali condotti in diversi gruppi di popolazione”.

Mestre, 27 novembre 2015