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Federconsumatori Veneto alla presentazione del libro Il sistema Prato di Antonio Selvatico illustrato il 12 novembre a  Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto

A sostenere questa tesi è uno studio elaborato dal Centro Sintesi e illustrato  giovedì 12 novembre 2015 a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, in occasione della conferenza stampa di presentazione del libro ”Il sistema Prato” di Antonio Selvatici, giornalista e consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria commerciale e del commercio abusivo.

Se a Prato è sorto nell’arco di pochi anni un vero e proprio distretto manifatturiero cinese costituito da migliaia di piccole ditte individuali  che stanno fagocitando quelle italiane ( negli anni ’80 la zona industriale di Prato era considerata il distretto tessile più importante d’Italia), così il Veneto sta configurandosi come terra di conquista da parte dei cinesi:  dal 2009 al 2014  si è assistito infatti nella regione ad un incremento dell’imprenditoria cinese del 40%, mentre gli imprenditori veneti sono calati del 7%.

Il “successo” del sistema produttivo cinese a Prato è costruito giocando sul vantaggio competitivo dato dall’agire al di fuori delle regole: il mancato pagamento di tasse e tributi,  lo sfruttamento della manodopera cinese, l’omissione colposa di cautele antinfortunistiche, gli abusi edilizi, la contraffazione di marchi e prodotti, la  commercializzazione  anche on line di merci griffate false….

 Ma è anche determinato dall’affidamento ai suggerimenti elargiti dai professionisti italiani facilitatori che si adoperano per costruire un reticolo, un muro, uno scudo protettivo al sistema criminale cinese nei confronti dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

A considerare il Veneto come prossima terra di conquista porta l’analisi di alcuni indicatori premonitori: i cinesi hanno raggiunto accordi commerciali con il piccolo stato di Gibuti, nell’Africa orientale, passaggio obbligato per arrivare in Mediterraneo attraverso il canale di Suez; hanno ottenuto con  il controllo del porto del Pireo in Grecia la possibilità di sdoganare le merci fatte arrivare in grandi container dalla Cina e di farle così circolare liberamente all’interno della Comunità Europea. La tappa successiva, afferma Selvatici, sarà Venezia, che rischia di diventare il “porto della Cina”, approdo strategico di una nuova, ma invertita, “Via della Seta”. Nel 2030 il traffico merci Cina – Europa  supererà, secondo una stima dello Shangai International Shipping Insitute  i 25 miliardi di tonnellate.

In Veneto, dopo Padova, Verona e Treviso, l’imprenditoria cinese si sta allargando anche a Rovigo, una  provincia considerata a torto scarsamente appetibile sotto il profilo commerciale, ma strategicamente vicina al mare.

Purtroppo, oltre ai capannoni e ai bar/ristoranti, adesso ai cinesi interessano anche le aziende agricole, fonte di preoccupazione da non sottovalutare considerati i sistemi di coltivazione  pericolosi per la salute.

Alla conferenza stampa hanno partecipato rappresentanti di istituzioni, forze dell’ordine e di associazioni di consumatori, molte delle quali nel novembre 2014 hanno sottoscritto con la Regione Veneto  il Protocollo d’intesa per la lotta alla contraffazione e alla pericolosità dei prodotti a tutela della concorrenza leale, della sicurezza e della salute dei consumatori, elaborata da Unioncamere su invito dell’assessora Elena Donazzan.

Tra i sottoscrittori Federconsumatori Veneto, associazione impegnata da sempre in iniziative e progetti, come quello promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico “Io sono originale”, volti a difendere e incoraggiare la legalità e a costruire un presidio sul territorio di riferimento per i cittadini in materia di contraffazione. 

Mestre, 16 novembre 2015