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Energia, le ultime novità: conciliazione per i prosumer e debranding antiambiguità

Conciliazione anche per i “prosumer” e obbligatoria per i distributori se il cliente la richiede. E separazione dei marchi di distributore e venditore. Sono le due principali novità nel settore dell’energia elettrica e del gas previste da due delibere dell’Autorità per l’energia. “L’estate 2015 porta novità positive per i consumatori, anche se in parte tardive”, commenta Confconsumatori.

È infatti entrata in vigore la deliberazione 605/2014/E/com dell’Autorità per l’energia che rafforza i meccanismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie: i distributori sono ora obbligati a partecipare alla conciliazione online e anche i “prosumer” possono accedervi. Inoltre, grazie alla delibera dell’AEEGSI 296/2015/R/com adottata a fine giugno, le Società avranno un anno di tempo (entro il giugno 2016) per separare i marchi distinguendo sia a livello testuale sia grafico il distributore dal venditore, eliminando un’ambiguità che le associazioni dei consumatori denunciano da anni.

Vengono dunque rafforzati i meccanismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie: da questo mese tutti i distributori, dell’elettricità e del gas, e i soli fornitori della maggior tutela per l’elettricità avranno l’obbligo di partecipare al tentativo di conciliazione online del Regolatore se un loro cliente attiverà il Servizio. La partecipazione rimane volontaria per gli altri venditori.

Novità anche per i prosumer, cioè coloro che sono allo stesso tempo produttori e consumatori finali di energia elettrica (ad esempio chi attiva un impianto fotovoltaico a casa): da luglio 2015 oltre a potersi rivolgere allo Sportello dell’Acquirente Unico per mancata o insoddisfacente risposta al reclamo, potranno utilizzare anche la conciliazione online. In particolare potranno attivare il Servizio per le controversie eventualmente insorte con il venditore, il distributore e il GSE (quest’ultimo obbligato solo per i servizi di ritiro dedicato e scambio sul posto). I prosumer inoltre potranno accedere alla procedura giustiziale gestita dall’Autorità.

L’altra delibera adottata dall’Autorità, quella sul “debranding”, fa sì che le Società avranno un anno di tempo (entro il giugno 2016) per separare i marchi distinguendo sia a livello testuale sia grafico il distributore dal venditore. Le politiche di comunicazione, i canali e gli spazi commerciali dovranno essere ben distinti e non potranno più trasferire informazioni sensibili tra distributore e imprese di vendita (o tra chi, nello stesso gruppo, vende energia in tutela e nel mercato libero).

L’estate 2015 porta novità positive per i consumatori, anche se in parte tardive – commenta l’avvocato Franco Conte, responsabile del settore Energia e Utenze per Confconsumatori – da un lato l’incentivo a sfruttare il canale della conciliazione online obbligando finalmente la controparte a partecipare; dall’altro la separazione della figura del distributore da quella del venditore, invocata da tempo. Da anni ormai le associazioni dei consumatori denunciano le pratiche ingannevoli con cui i consumatori si trovano inconsapevolmente nel mercato libero, convinti di non aver modificato il contratto né cambiato operatore. Anche le informazioni commercialmente sensibili degli utenti (specie sulla morosità) diventano in alcuni casi una leva impropria per forzare la scelta del cliente. Gli utenti, invece, devono poter scegliere il proprio contratto in modo consapevole e trasparente”.

Mestre, 3 agosto 2015