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Condizionatori. Facciamo chiarezza: non ci sono oneri per le famiglie

In questi giorni sul web circola l’allarmante notizia che il Governo avrebbe introdotto  una tassa sui climatizzatori che andrebbe ad incidere sulla spesa delle famiglie per circa 180 euro.

Precisiamo innanzitutto che non si tratta di una tassa, ma di una normativa europea che riguarda i grandi impianti di climatizzazione, con un consumo superiore ai 12 Kwatt.

L’allarme lanciato in rete e soprattutto su Facebook si riferisce quindi al recepimento di una normativa europea sulla tutela dell’ambiente, già in vigore dal 2014 e riportata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico  che prevede la creazione di un unico libretto di manutenzione per caldaie e climatizzatori.

Tale direttiva è pensata per i sistemi di climatizzatori con potenza nominale superiore ai 12 Kwatt( equivalente a 43000 BTU), quindi riguarda ambienti di grandi dimensioni. È stata emessa dall’Unione Europea allo scopo di stabilire che un impianto di condizionamento sia adeguato alla cubatura di un edificio e soprattutto che non ci siano condizionatori che perdono gas ritenuti nocivi all’ambiente.

Per raffreddare un appartamento di solito sono sufficienti da 2 a 5 KW. Quindi l’obbligo di tenere un libretto e di controllare il sistema ogni 4 anni  non riguarda le abitazioni familiari tradizionali dove solitamente sono in uso 2/3 unità di climatizzazione; la manutenzione dell’impianto è dunque esclusiva facoltà del cittadino.

Mestre, 27 luglio 2015