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Allarme in Europa sulla antibiotico resistenza secondo l’efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare)

In tutta Europa, si utilizzano più antibiotici nell’allevamento animale che nella medicina umana, correlazioni nell’uomo sono state riscontrate tra il consumo di antibiotici e resistenze in microorganismi per la maggior parte delle combinazioni valutate. In alcuni casi, sono state evidenziate associazioni tra consumo di antibiotici negli animali e le resistenze in batteri isolati dall’uomo.

L’Italia risulta essere tra i paesi con maggior consumo di antibiotici sia in campo umano che veterinario.

La Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid) al congresso di Copenaghen lancia l’allarme, se non si svilupperanno nuovi farmaci o misure preventive per ridurre il diffondersi della resistenza agli antibiotici migliaia di persone moriranno per infezioni incurabili.

Gli ultimi dati disponibili (2009) riportano 25-30 mila morti all’anno causati da resistenza agli antibiotici, gli esperti sono convinti che queste cifre sono destinate ad aumentare di molto, fino ad arrivare a 50000 tra 10 anni. A livello mondiale le cose non vanno molto meglio, le stime danno una mortalità per infezioni incurabili a 10 milioni nel 2050 superando le vittime stimate per cancro, diabete o incidenti stradali.

La situazione in Europa è molto critica per Grecia, Italia e Spagna in questi paesi la situazione è preoccupante secondo l’Escmid, non solo perché non ci sono farmaci efficaci, ma anche perché non vi sono sistemi di monitoraggio efficienti, in molti casi, non si riesce neanche a tipizzare i batteri.

La strategia migliore per combattere la resistenza è di usare il meno possibile antibiotici ad ampio spettro.

Gli antibiotici ad ampio spettro sono i farmaci più utilizzati in età pediatrica. Sono utilizzati dal 42% dei bambini di età inferiore all’anno, dal 66% dei bambini di 1 anno, dal 65% tra i 2 e 5 anni, dal 41% dai 6 agli 11 anni e dal 33% dagli adolescenti tra i 12 e 13 anni.

Il Responsabile del Settore Sanità di Federconsumatori Veneto, Paolo Ormesi commenta: “Forse questa situazione è il frutto di una cattiva gestione della sanità sia dei medici che delle istituzioni, ma non possiamo esimerci dal sottolineare che spesso questi farmaci sono mal utilizzati dai pazienti.”

Tutte le società di medicina raccomandano che l’antibiotico terapia vada effettuata secondo le prescrizioni cioè per tempi e modi prescritti, mai sottoutilizzarli in dosaggio e tempi.

Mestre, 26 giugno 2015