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Energia, ddl concorrenza: le richieste dei Consumatori

Stralciare dal ddl concorrenza le norme che pongono fine al mercato tutelato dell’energia e attuare allo stesso tempo una serie di iniziative che permettano di rendere concreta ed efficiente la concorrenza nel settore dell’energia elettrica e del gas, prevedendo una nuova struttura per Acquirente Unico e più poteri per l’Autorità dell’energia: è la richiesta che arriva da un nutrito gruppo di associazioni di consumatori.

La richiesta congiunta presentata oggi dalle maggiori Ass. di Consumatori  è quella che vengano rigettati e stralciati dal capo V Energia del ddl 3012 (concorrenza), gli artt. 19, 20 e 21 che prevedono la cessazione del Mercato Tutelato per i clienti domestici di elettricità e gas. L’obiezione principale che i consumatori portano avanti è che le nuove norme finiranno per aumentare, e di molto, il prezzo dell’elettricità e del gas per i clienti domestici e le pmi, per una serie di ragioni diverse.

In primo luogo, scrivono in una nota congiunta  le associazioni, “la scomparsa del Mercato Tutelato non è una maggiore liberalizzazione del settore (che già è completa: oggi ogni cliente può scegliere una offerta sul Mercato Libero)” mentre “la cessazione dell’attività dell’Acquirente Unico determinerebbe l’eliminazione di un importante concorrente nel mercato elettrico e quindi una grave regressione della concorrenza, con il risultato di un aumento dei prezzi dell’elettricità per i piccoli consumatori finali (famiglie e PMI)”. A questo si aggiunge il fatto che il meccanismo dei prezzi di riferimento per elettricità e gas nel mercato tutelato, fissati dall’Autorità energia, rappresenta un “benchmark per il mercato”: “la sua eventuale eliminazione renderebbe più complessa la valutazione della convenienza delle offerte ai piccoli consumatori e faciliterebbe possibili comportamenti collusivi fra le Società energetiche circa il livello dei prezzi per i clienti finali”. Di fronte a queste nuove norme, spiegano i Consumatori, “saranno soprattutto i clienti domestici vulnerabili quelli che pagheranno il conto più caro, perché troppo grande è la loro disparità di potere contrattuale rispetto agli operatori. Né la semplice sorveglianza delle Autorità sarà un efficace deterrente a contenere l’aumento dei prezzi: il loro intervento non potrà che avvenire dopo che si siano verificati gli aumenti, quando i consumatori i danni li avranno già subiti”.

Le diverse sigle chiedono dunque di stralciare dal ddl concorrenza le norme che pongono fine al mercato tutelato. E di emanare norme che facilitino la concorrenza cambiando il profilo e il potere di Acquirente Unico e dell’Autorità per l’energia.

“Al fine di rendere Acquirente Unico sempre più omogeneo con le altre Società che operano sul mercato, è necessario che il legislatore riveda la struttura, la governance e la mission di Acquirente Unico”, scrivono: le associazioni chiedono di scorporare dalla società le attività diverse da quelle di mercato (quali il Sistema Informativo Integrato, lo Sportello del Consumatore e il Servizio di Conciliazione), di consentire ad Acquirente Unico di operare anche sul mercato all’ingrosso del gas, di prevedere nello Statuto di Acquirente Unico l’istituzione di un Comitato per la Trasparenza degli Approvvigionamenti, preposto ad indicare le strategie di acquisto dell’energia, partecipato da Governo, Autorità per l’energia e dalle Associazioni di rappresentanza dei propri clienti. Ancora: chiedono di “superare il regime dei prezzi di riferimento fissati dall’Autorità per l’energia, consentendo ad Acquirente Unico di autodeterminare i prezzi di elettricità e gas offerti ai propri clienti, mantenendo la sorveglianza dell’Autorità per l’energia, ma eliminando il problema formale del prezzo amministrato”. E chiedono di autorizzare Acquirente Unico a proporre anche forniture diverse, quali prezzo fisso per uno o due anni, prezzi spot, prezzi con energia rinnovabile.

I consumatori si soffermano poi sulla scarsa mobilità complessiva dei clienti nel mercato di elettricità e gas. “Le ragioni della scarsa mobilità vanno ricercate sia nel fatto che i prezzi sul mercato libero sono spesso più elevati dei prezzi di riferimento fissati dall’Autorità per l’energia, ma soprattutto nei disagi che spesso devono sopportare i clienti che scelgono un nuovo fornitore, a causa del fatto che i Distributori spesso non comunicano al nuovo Venditore, con esattezza e  tempestività, la lettura del contatore al momento dello switching – affermano le associazioni – La mobilità dei piccoli consumatori si favorisce soltanto eliminando queste inefficienze e migliorando la gestione del cambio di fornitore, anche attraverso la piena funzionalità, in tempi brevi e fissati dal legislatore, del Sistema Informativo Integrato (SII). Ciò è essenziale affinché i clienti abbiano fiducia nel funzionamento del mercato libero”.

Altro tema riguarda il ruolo dell’Autorità di controllo. Bisogna rafforzare i poteri dell’Autorità per l’energia, chiedono i consumatori, che pongono all’Authority una serie di richieste e di indirizzi perché riveda la delibera 153/2012/R/com, nel senso di accogliere quanto disposto dall’art. 66 quinques del Codice del Consumo, novellato dal D.Lgs 21/2014, circa l’esclusione del pagamento delle forniture di energia per i consumatori vittime di contratti non richiesti, insieme alla previsione di adeguati indennizzi.

I Consumatori chiedono inoltre all’Autorità di deliberare l’obbligo per gli operatori di rendere più trasparenti le offerte per le forniture di energia nel mercato libero e di favorire la comparabilità e l’obbligatorietà delle offerte, individuando elementi comuni che debbano essere contenuti in tutte le offerte per le forniture di energia sul mercato libero. L’Autorità dovrebbe inoltre dedicare più risorse alle attività di controllo e di monitoraggio, anche con maggiore ricorso alle sanzioni nei confronti degli operatori scorretti.

Mestre, 11 giugno 2015