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Energia, Federconsumatori presenta ad Antitrust e Aeegsi elenco disservizi

Contratti non richiesti, contratti truffa, consumi difformi dallo storico, prezzi non concorrenziali, risposte ai reclami non risolutive, conciliazioni che fanno acqua: non è esaltante il panorama dell’energia per i consumatori, alle prese con disservizi di ogni tipo e con pratiche commerciali scorrette messe in atto dalle aziende. Federconsumatori ha stilato un elenco delle principali criticità e l’ha presentato all’Antitrust e all’Autorità per l’energia.
“Ogni giorno i cittadini affollano i nostri sportelli per denunciare i disservizi e le pratiche commerciali scorrette delle aziende che operano nel settore dell’energia, in maniera spregiudicata ed incurante dei basilari diritti dei consumatori”, dice l’associazione, che diffonde questi numeri: nel 2014 sono stati oltre 500 mila i reclami scritti presentati nel settore dell’energia; il 18% dei reclami riguarda forniture non richieste e pratiche commerciali scorrette; il 47% attiene, invece, a fatturazioni anomale. Il più delle volte, sono criticità relative a operatori del libero mercato.
Federconsumatori ha dunque redatto un report dettagliato sulle principali criticità rilevate nel mercato, che è stato presentato all’Antitrust e all’AEEGSI, l’Autorità per l’energia, con la richiesta di interventi urgenti contro i comportamenti scorretti delle aziende.
Le criticità denunciate sono numerose. Si parte dai ritardi nelle volture di gas e luce: “Le tempistiche prescritte per il perfezionamento di tali operazioni sono di 15 giorni, ma alle volte vengono impiegati anche 12 mesi, causando notevoli problemi anche per l’accesso a Bonus a cui avrebbero diritto le famiglie”, dice l’associazione. C’è poi il problema, più volte segnalato, dei contratti non richiesti – “Le aziende non rilasciano nei tempi necessari per la tutela dell’utente la documentazione relativa a tali contratti per verificare la medesima e fare, laddove possibile, il disconoscimento” – e dei contratti truffa, nei quali il contratto è nullo o inesistente.
Il sistema di procacciamento clienti, così come è strutturato, non funziona: ecco un altro tema segnalato da Federconsumatori, per la quale “l’attuale sistema di tutela è inefficiente ed insufficiente; si dovrebbero anche prevedere sistemi di responsabilizzazione delle società, nella scelta dei soggetti cui affidare il servizio di procacciamento contratti, e imporre alle società di fornitura dei rigidi sistemi di controllo dell’attività di costoro con conseguente mancato riconoscimento del premio per il contratto concluso (procurato) se esso viene contestato”.
Altre criticità riguardano la lettura dei contatori e la telelettura: le aziende devono obbligatoriamente fare un tentativo di lettura all’ anno, ma spesso si protraggono misurazioni su stima anche per oltre 5 anni, comportando in caso di sottostime conguagli relativi ad utenze domestiche di oltre 5mila euro. I contatori di energia elettrica, in molti casi, sono elettronici, ma non riprogrammati per la telelettura (la lettura effettuata da remoto dal distributore) e privi del marchio CE. Capitolo consumi: in molti casi c’è un malfunzionamento del contatore del gas e si registrano casi di consumo, palesemente irreale, di migliaia di metri cubi in soli pochi mesi, che risulta paradossale se paragonato alle medie di una famiglia italiana.
Quando poi i consumatori cercano di lamentarsi con le aziende, si scontrano con tempi e modalità di risposta non certo efficaci. “Le risposte ai reclami da parte dei venditori sono, molte volte, tardive e non entrano nel merito delle problematiche evidenziate. Nel frattempo, benché si sia contestata la fatturazione, le Società costituiscono in mora il consumatore e lo preavvertono della possibilità di distacco della fornitura e, infine, lo distaccano ponendo in essere misure di autotutela”.
Nel mercato libero, poi, i prezzi dell’energia non risultano concorrenziali. Dice Federconsumatori: “Il mercato libero non si è rivelato adeguato così come strutturato a garantire una migliore offerta al consumatore risultando il mercato di maggior tutela il più garantista e vantaggioso. Ci si oppone dunque fermamente all’abolizione del mercato di maggior tutela e si chiede che ai prezzi dell’energia venga posta una soglia che potrebbe essere rappresentata dal prezzo praticato nel mercato di maggior tutela. D’altra parte l’energia è un servizio di primaria necessità e dunque deve venire garantito l’accesso a tutti i cittadini al servizio”.
Non va meglio quando si passa ad esaminare la possibile soluzione delle conciliazioni: quelle portate avanti dall’Autorità energia hanno una maggiore partecipazione da parte delle società e più esiti positivi, mentre in generale le conciliazioni molto spesso hanno un esito negativo “per mancata formulazione di una proposta da parte della società. Si verificano casi – aggiunge Federconsumatori – in cui viene definita in conciliazione la vertenza insorta, ma poi la società non esegue quanto oggetto di accordo e dunque risulta necessario adire l’autorità giudiziaria”.

Mestre, 7 maggio 2015