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Concessioni autostradali, Antitrust: perplessità sulla proroga implicita

“Gli investimenti infrastrutturali possono essere più utilmente garantiti dall’assegnazione tramite gara delle tratte al gestore più efficiente e da una regolamentazione opportunamente disegnata, piuttosto che mediante il prolungamento del rapporto concessorio esistente”: è quanto afferma l’Autorità Antitrust in merito alle concessioni autostradali. L’Antitrust inoltre “conferma le proprie perplessità sulla previsione normativa di un regime di proroga implicita delle concessioni autostradali, trattandosi di uno strumento non idoneo a soddisfare l’esigenza di garantire gli investimenti”.
La posizione dell’Autorità è stata espressa durante un’audizione presso la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, in cui il presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, ha ribadito la “posizione critica” già espressa il 30 settembre scorso in riferimento a “questo settore, ma più in generale in tutti i mercati”.
Quanto alle modifiche introdotte all’articolo 5 del decreto-legge n.133 del 2014, il presidente dell’Antitrust ha dichiarato che “non consentono in ogni caso di superare queste criticità e sollevano alcune perplessità”. In particolare, la norma che prevede l’Atto aggiuntivo con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti eventualmente recepisce le richieste di modifica del rapporto concessorio, “andrebbe migliorata anticipando la richiesta dei pareri alla fase precedente alla definizione dei contenuti dell’Atto aggiuntivo, onde evitare che lo spazio d’intervento delle istituzioni coinvolte risulti eccessivamente ridotto”. In ordine al tema delle modifiche alle concessioni esistenti, l’Autorità ritiene che vada affrontato “caso per caso”. A questa logica, “sembrano essere fortemente connesse le valutazioni in merito all’entità dei nuovi investimenti rispetto al valore della concessione iniziale”.
Nel corso dell’audizione, il presidente Pitruzzella ha indicato in proposito alcuni criteri da tenere in considerazione nella valutazione. Citando la direttiva n. 23/2014, ha ricordato che “una concessione esistente può essere modificata senza una nuova procedura di aggiudicazione nel caso di attività o investimenti addizionali” che comunque non devono superare il 50% del valore iniziale. In secondo luogo, secondo l’Antitrust, “si deve prestare particolare attenzione a due elementi: la natura degli investimenti e la definizione di una durata adeguata della proroga che non deve mai essere eccessiva rispetto all’obiettivo fissato”. “L’obbligo di affidamento con gara – ha concluso quindi Pitruzzella – andrebbe esteso a tutti i lavori: ciò in quanto gli attuali concessionari autostradali sono tutti affidatari diretti del titolo concessorio. In tal modo, si adotterebbe una soluzione conforme all’ordinamento europeo, che eviterebbe di replicare gli effetti della chiusura alla concorrenza del mercato a monte anche nei mercati collegati”.

Mestre, 24 aprile 2015