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Alcol: consumi in calo, a rischio soprattutto giovani e anziani

Minori, giovani, donne e anziani sono le fasce di popolazione più a rischio quando si parla di consumo di alcol. Complessivamente i consumi sono in calo – con un consumo annuo procapite di circa 6 litri l’Italia si pone in buona posizione – e aumentano gli astemi, ma le persone più a rischio sono i giovani (fra i quali è diffusa l’ubriacatura alcolica o binge drinking) e gli anziani (i bevitori a rischio sono il 40% degli uomini e il 10% delle donne). Sono i dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità in occasione dell’Alcol Prevention Day di oggi. Complessivamente la fotografia scattata dice che cala il consumo di alcol, aumentano gli astemi, diminuiscono i consumatori e i binge drinkers ma quelli a rischio sono circa 8 milioni: i target vulnerabili sono i minori, i giovani, le donne e soprattutto gli anziani.
Le fasce d’età che preoccupano di più e che continuano ad essere considerate a rischio sono dunque i giovani e gli anziani. Se si guarda ai giovani, emerge che dei circa 3 milioni e mezzo di binge drinkers mediamente registrati nel corso degli ultimi anni, la quota maggiore si registra costantemente al di sotto dei 25 anni con un picco tra i 18-24 anni e quote superiori alla media nazionale per le ragazze tra i 16 e 17 anni di età. L’accesso all’alcol è facile anche per i minorenni: birra e alcopops insieme agli aperitivi alcolici sono le bevande acquistate con maggior facilità dai giovani sotto l’età minima legale, tanto che 1 giovane su 2 le ha consumate in un esercizio e 2 su 3 ha acquistato nei negozi nonostante i divieti. Sulla base dei dati di mortalità prodotti dall’ISS è noto che l’alcol causa mediamente 18.000 morti l’anno e rappresenta la prima causa di mortalità sino ai 29 anni di età; il 17% circa di tutte le intossicazioni alcoliche giunte in un pronto soccorso è registrato per ragazzi e ragazze sotto i 14 anni di età.
A rischio sono inoltre gli anziani. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol, tra gli ultra 65enni i bevitori definibili a rischio, ossia con un consumo giornaliero di alcol superiore a una unità alcolica, sono infatti circa il 40% degli uomini e il 10% delle donne, con una frequenza approssimativamente raddoppiata rispetto agli adulti. Inoltre, il numero assoluto di bevitori a rischio oltre i 65 anni è destinato ad aumentare in modo esponenziale a causa del rapido invecchiamento della popolazione.
I consumatori definiti “dannosi” coloro cioè che assumono oltre 5 bicchieri di bevande alcoliche al giorno (60 grammi di alcol) sono circa 460.000 tra i maschi e circa 300.000 tra le donne che eccedono quotidianamente i tre bicchieri di bevande alcoliche (40 grammi): sono questi i livelli che l’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica come fascia ad alto rischio, assimilabile all’alcoldipendenza e come tale in necessità di trattamento.

Mestre, 24 aprile 2015