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Fecondazione assistita, il 14 aprile nuova pronuncia sulla Legge 40

Undici anni fa, il 10 marzo 2014, è entrata in vigore la contestatissima legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, smontata negli anni pezzo a pezzo dalla Corte Costituzionale. Il 9 aprile dello scorso anno la Corte ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa. In questi giorni la bella notizia: sono nati in Italia i primi bimbi con fecondazione eterologa assistita. Sono due gemelli, un maschio e una femmina, venuti alla luce a Roma. Pezzi della legge sono ancora in piedi e la Consulta si pronuncerà ancora il 14 aprile, quando sarà chiamata a valutare il divieto di accesso alla diagnosi reimpianto per le coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche.
“Oggi possiamo annunciare i primi nati da eterologa – dice l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni – Quale notizia migliore per guardare avanti e chiedere al Governo e al Parlamento di cancellare gli ultimi divieti rimasti, senza attendere l’intervento dei giudici, e aggiornare finalmente il libro I del Codice Civile. Equità nell’accesso alle cure, nuove nascite, meno aborti, più ricerca di cure a malattie fino ad ora incurabili: sono tutti eventi che potrebbero verificarsi se finalmente il Parlamento e il Governo decidessero di ascoltare i cittadini e gli scienziati italiani senza farsi limitare da vincoli di partito e ampliassero gli spazi di autodeterminazione individuale in materia di inizio e fine vita”.
L’associazione Luca Coscioni si batte da sempre contro i divieti contenuti nella Legge 40 e ha messo online un approfondimento che ripercorre la storia della legge, le sentenze di Tribunale, le pronunce della Corte Costituzionale e le azioni internazionali. La legge è entrata in vigore il 10 marzo 2004. Il divieto di fecondazione eterologa è stato cancellato un anno fa. Nell’agosto 2012 i giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo all’unanimità hanno invece condannato lo Stato italiano perché la legge 40, vietando alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche l’accesso alle tecniche di fecondazione in vitro con diagnosi preimpianto, viola l’articolo 8 della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo. E proprio su questo punto si dovrà pronunciare la Corte Costituzionale ad aprile.

Mestre, 17 marzo 2015