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Ricette mediche in farmacia, Garante Privacy: “Sì ma in busta chiusa”

Addio alle ricette lasciate presso gli studi medici o le farmacie? Falso allarme: non c’è nessun problema, le ricette mediche potranno essere lasciate presso le farmacie o gli studi per il ritiro da parte dei pazienti “purché siano messe in busta chiusa” in modo da tutelare la riservatezza dei pazienti. È quanto afferma il Garante Privacy che in questo modo vuole ridimensionare un allarme che s’era diffuso nei giorni scorsi. La paura era che non si potesse più lasciare la ricetta al paziente senza una consegna diretta.
La stessa Federazione dei medici di famiglia (FIMMG) nei giorni scorsi ha ripreso una notizia che parla di un aumento dei controlli da parte della Guardia di Finanza e di una “stretta” a medici e pediatri a cui viene richiesta maggior attenzione verso i dati sensibili dei pazienti, pena multe che potrebbero arrivare fino a 50 mila euro. “Alcuni medici di famiglia hanno già adottato contromisure: in futuro le richieste di ricette e le ricette compilate potranno essere consegnate e ritirate solo in determinati giorni e orari, e solamente nelle mani del medico in persona o della sua segretaria. Addio quindi al vecchio schedario in cui finivano i foglietti di tutti”, scriveva la Fimmg.
Oggi il Garante per la Protezione dei dati personali ha diffuso una comunicazione che mira a rasserenare gli animi: le ricette possono essere lasciate, ma in busta chiusa. Dice il Garante: “Le ricette mediche possono essere lasciate presso le farmacie e gli studi medici per il ritiro da parte dei pazienti, purché siano messe in busta chiusa. Lasciare ricette e certificati alla portata di chiunque o perfino incustodite, in vaschette poste sui banconi delle farmacie o sulle scrivanie degli studi medici, viola la privacy dei pazienti”.

Mestre, 19 novembre 2014